Più fondi del PNRR al Sud: a Bruxelles il sindaco Davide Carlucci

Davide Carlucci a Bruxelles (foto: facebook)
Il sindaco di Acquaviva Davide Carlucci a Bruxelles (foto: facebook)

I Sindaci del Sud chiedono di velocizzare l’iter e alzare le percentuali di somme destinate al Mezzogiorno

 

Il sindaco di Acquaviva Davide Carlucci ha un obiettivo preciso: l’equa distribuzione dei fondi del PNRR al Sud Italia. E per raggiungerlo torna ancora una volta a Bruxelles, chiedendo al Parlamento Europeo di vigilare sulle scelte dello Stato italiano. La richiesta della rete di Comuni meridionaliRecovery Sud“, di cui Carlucci è coordinatore, vuole rimodulare (e non cancellare) il Piano nazionale ripresa resilienza, salvaguardando la quota del 40% di allocazione delle risorse al Sud. Il dato, fa sapere Carlucci, è sceso nel tempo dal 70% al 25%: «In questo modo il divario tra Nord e Meridione non verrà mai eliminato. Molti comuni del Sud – spiega il sindaco – hanno presentato progetti che sono stati giudicati ammissibili ma non sono mai stati finanziati. Dovremmo accelerare il passo e permettere lo scorrimento delle graduatorie: fino ad oggi, la spesa per il Sud si ferma ad 11 miliardi di euro. Troppo poco».

Uno scorcio della Cassarmonica, monumento nel centro di Acquaviva

Si parla, dunque, di progetti vecchi e già presentati, i cui fondi corrono il rischio di essere destinati altrove sotto insistenza di alcune amministrazioni settentrionali. O almeno, questa è la preoccupazione dei Sindaci al Sud: «Alcuni organi comunali e regionali del Nord, da tempo fanno pressioni per appropriarsi dei soldi che il Sud non è stato in grado di spendere. Questo non per colpa dei Comuni, che non sono stati affatto rafforzati. I fondi devono restare al Mezzogiorno». 

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Tra i progetti che necessiterebbero una messa in campo più urgente, continua Carlucci, ci sono quelli con un interesse ambientale ed idrico: «Chiediamo che il governo ascolti i reali bisogni dei territori. Se così facesse, allora molti comuni racconterebbero di aver bisogno ancora della fogna bianca in alcune parti della città, di acque reflue nelle attività di campagna, di interventi di stabilizzazione idrogeologica». E aggiunge: «La misura più urgente sarebbe dotare tutti i Comuni di pannelli fotovoltaici sui tetti degli edifici per ridurre i consumi a livello locale. Bisogna superare la crisi energetica, e quindi che tutti i Comuni siano autosufficienti».  

“L’autonomia differenziata è un pericolo per il Sud”

Una battaglia, quella dei Sindaci del Sud, iniziata prima dell’avvento del nuovo Governo, che tra le fila dei ministeri conta anche uno dedicato al Mezzogiorno. Alla guida del dicastero, oggi, c’è Sebastiano “Nello” Musumeci, Presidente della Regione Sicilia nella legislatura appena conclusa. Riguardo l’esponente di Fratelli d’Italia, Carlucci spera che sia «in grado di comprendere le problematiche dei Comuni meridionali». Ma solleva alcuni dubbi sulla sua storia politica: «Non sempre la Sicilia ha brillato nell’uso di fondi, soprattutto per quanto riguarda il PNRR. La Regione non ha avuto progetti finanziati, non un dato a favore nel suo curriculum».

Infine il sindaco solleva preoccupazioni sull’autonomia differenziata, che permetterebbe alle regioni di poter intervenire in materia di territorio, ambiente, suolo e scuola senza passare dal governo centrale. Proprio in questi giorni, il ministro per le Autonomie Regionali Roberto Calderoli ha promesso i primi provvedimenti nelle prossime settimane. 

I sindaci del Recovery Sud, dunque, iniziano ad avvertire il pericolo: «L’autonomia significa disastro per il Sud, soprattutto in materia di sanità e scuola. Non sarà questa a renderci autosufficienti», sostiene Carlucci. «Se così fosse, la Sicilia e la Sardegna (che già godono di un’autonomia particolare) si sarebbero già rese più ricche ed emancipate. I sostenitori dell’autonomia sostengono che questa sia a somma zero per il Mezzogiorno: è una colossale bugia. E la presenza di Musumeci sta a indicare proprio questo, cioè che l’efficienza delle regioni del Sud la si migliora in altro modo». 

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