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Pittori antichi e fotografi contemporanei celebrano il paesaggio

Salvatore Fergola, "Paesaggio presso Boena"

Fino al 29 novembre la Galleria Nazionale della Puglia a Bitonto (Bari) ospita la mostra Paesaggi & Paesaggi. Un dialogo tra pittori antichi e fotografi contemporanei. Il progetto espositivo presenta 40 dipinti, la maggior parte inediti, di pittori italiani che fanno parte della collezione donata da Girolamo e Rosaria De Vanna. Parte proviene da collezioni private e tutte le opere sono databili tra la seconda metà del ‘700 e i primi anni Trenta del ‘900. In mostra anche 30 fotografie intitolate al tema del paesaggio opera di artisti contemporanei.
Una particolare impronta moderna e dinamica regala un’esposizione dal tocco originale arricchito dall’intelligente accostamento di opere pre e post risorgimentali a scatti di fotografi contemporanei. La mostra è nata dalla collaborazione tra la Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Puglia e la Galleria Nazionale della Puglia. A questi si sono affiancati collezionisti privati che hanno concesso di esporre per la prima volta opere di loro proprietà e fotografi che hanno interpretato il paesaggio attraverso l’obiettivo. Il progetto espositivo comprende 40 dipinti opera di pittori italiani in prevalenza della scuola napoletana. Molto tele sono sconosciute al pubblico e provengono dalla esposizione permanente della pinacoteca e da collezioni private.

Le tele sono opera degli artisti più rappresentativi della Scuola di Posillipo: Giacinto Gigante, Gabriele Smargiassi, Consalvo Carelli, l’inedito Vincenzo Bove e Salvatore Fergola. Di quest’ultimo sono esposti due dipinti che documentano la sua attività di pittore en plain air: “La Cascata” in cui l’autore raggruppa sapientemente tutti gli elementi del paesaggio e un dipinto a tempera su carta in cui ritrae una veduta della Valle di Bonea nei pressi di Cava dei Tirreni. Nella mostra è rappresentata anche la Scuola di Resina con le espressività di Federico Rossano, Giuseppe De Nittis, Raffaello Sernesi e Alceste Campriani e quadri, acqueforti e tele di Camillo De Vito che predilesse il Vesuvio in eruzione e ne fece il protagonista delle sue gouaches.

Giuseppe Casciaro, "Casolare di montagna con covoni"

Rimanendo nel tema delle gouaches, Pietro Fabris è l’autore misterioso e sognatore del guazzo che apre anche il catalogo della mostra. Si tratta di uno dei più grandi pittori paesaggisti del ‘700 e a lui si deve l’introduzione di questa particolare tecnica, appresa a Londra, nella Scuola di Napoli. In esposizione anche opere di Francesco Netti, Gaetano Esposito, uno studio di Giuseppe Cammarano, Lord Francesco Mancini, Attilio Pratella e di Oscar Ricciardi. L’attenzione è catturata dai casolari dei due rari dipinti su tela di Giuseppe Casciaro e di Ulisse Caputo che visse a Parigi e ottenne notevole successo specializzandosi nel dipingere prevalentemente interni con figure, luoghi di incontro cittadini e scene di vita parigina, ritratti femminili, paesaggi e temi orientali. La mostra apre anche ad artisti poco famosi o totalmente sconosciuti come Francesco Da Capo, Vincenzo Bove allievo del Fergola. Di quest’ultimo, rampollo dai nobili natali bitontini ma sconosciuto alla bibliografia artistica, sono in mostra tre opere. Rappresentata anche la Scuola del “Paesaggismo Pugliese” con opere dei suoi più insigni protagonisti: Damaso Bianchi e Francesco Romano.
Le fotografie sono di opera di Berardo Celati, Michele Cera, Angela Cioce, Mario Cresci, Stefano Di Marco, Vittore Fossati, Carlo Garzia, Beppe Gernone, Guido Guidi, Gianni Leone, Alberto Muciaccia, Pio Tarantini, Antonio Tartaglione, Roberto Tartaglione, Gianni Zanni.
La mostra rimarrà aperta fino al 29 novembre tutti i giorni dalle ore 9.00 alle 20.00 infoline 080.099708.

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