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Pierfelice Zazzera (IDV): “Manca la speranza per Taranto: c’è bisogno di un grande progetto”

Pierfeilce Zazzera

L’on. Pierfelice Zazzera (IDV) si è sempre interessato con passione politica delle tematiche ambientali; tra le battaglie che conduce da tempo, quella per la messa al bando dell’amianto. In queste settimane l’affaire Ilva è al massimo dell’attenzione. Ambient&Ambienti gli ha rivolto alcune domande

Come vede la sentenza del tribunale del riesame?

L’operato dei magistrati nella vicenda poteva essere ed è un’occasione per Taranto e per il paese per rimettere nella legalità il rapporto industria e salute, cosa che non è stata nel passato. Occorre evitare ingerenze e fare pressioni sulla magistratura e far sì che la stessa possa fare il suo lavoro.

Come interpreta le dichiarazioni del Ministro dell’Ambiente Clini? Cosa manca secondo lei nelle proposte di questi giorni?

Le dichiarazioni del Ministro Clini sono particolari, perché lui è il Ministro dell’Ambiente e non dello Sviluppo Economico. Non può dire che l’inquinamento del passato è un problema solo dell’industria pubblica e che le bonifiche servono a risanare i danni provocati dall’industria pubblica. Non può essere il cittadino a pagare per le bonifiche necessarie per l’inquinamento prodotto da altri, non del passato. Se ci soffermiamo sugli atti di questi giorni è palese che gli stessi fanno riferimento ad un inquinamento attuale e non ad un inquinamento del passato.

Nelle proposte che vengono fatte in questi giorni mi sembra, inoltre, che manchi la speranza per Taranto. Quale è la speranza di questa città? Dove è il suo futuro? Dove è il modello di sviluppo? Dobbiamo essere più ambiziosi e dobbiamo lanciare una sfida, dobbiamo definire il modello della città che vogliamo. Nel modello c’è spazio per la città del futuro, che sfrutti le sue potenzialità, le sue peculiarità, che dia lavoro attraverso le bonifiche, in cui l’industria sia solo quella compatibile con l’ambiente e la salute dei lavoratori e di tutti i cittadini.

I magistrati stanno dando un forte impulso alla tutela dell’ambiente. Stanno svolgendo il proprio ruolo, meritano ampio sostegno ed invece vengono attaccati. Come giudica questo atteggiamento da parte di alcune frange della politica?

Il Gip del Tribunale di Taranto Patrizia Todisco

Bruno Ferrante è il Presidente dell’azienda accusata di disastro ambientale e non può allo stesso tempo controllare la messa a norma degli impianti. I giudici dicono infatti che il compito spetta ad un organo terzo e dicono anche che settimanalmente dovrà informare sui lavori di adeguamento ambientale. Mi sembra che il ragionamento non faccia una piega. I giudici nella piena autonomia esercitano il loro ruolo di custodi della legge e impediscono che si commettano nuovi reati. I magistrati di Taranto hanno fatto solo il loro dovere e come i magistrati di Palermo ora restano isolati, di fronte a un governo che pensa di essere al di sopra della legge e del diritto. Sfugge evidentemente a molti politici ciò che non sfugge ai magistrati. L’ILVA è da tempo che dice di voler adeguare gli impianti, ma a leggere gli atti della procura non lo ha fatto continuando ad avvelenare i tarantini. Sono stati per questo addomesticati giornalisti, politici, sindacalisti e controllori perché nessuno potesse guardare all’interno di quella azienda.

I magistrati non sono contro i lavoratori, i quali invece sono vittime di un insopportabile ricatto da parte dell’ILVA: scegliere tra lavorare e morire di cancro. La vicenda di Taranto mette a nudo il fallimento della politica. L’inchiesta diventa pertanto una grande occasione, perché finalmente Taranto possa liberarsi dal ricatto dell’ILVA.

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