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Piemonte, amianto nei terreni della nuova sede della Regione

La Procura di Torino indaga sulle presunte tangenti versate per i lavori di restauro alla Reggia della Venaria Reale. I reati vanno dalla turbativa d’asta alla truffa aggravata e al falso in atto pubblico. In manette anche Enzo Enrietti, già presidente della Giunta regionale del Piemonte.

L’arresto di Enrietti ha svelato uno scandalo più recente, legato all’amianto ed alla costruzione della nuova sede della Regione Piemonte (nella foto un rendering). Tra gli indagati ci sono anche Paolo Rosa, presidente della società costruttrice Torre Regione Piemonte (Trp) e Maria Grazia Ferreri, moglie di Enrietti e funzionario a capo della Direzione patrimonio della Regione.

Il grattacielo della Regione Piemonte sorgerà sull’area ex Avio, terreno contaminato da amianto. La Lavori Edili Stradali srl (Les) di Enrietti, ritenuto dai pm amministratore di fatto, ha ottenuto da Trp un subappalto da circa 3,5 milioni di euro per gli scavi e il movimento terra nel cantiere. Enrietti, come si capisce dalle intercettazioni, è ben consapevole che il terreno è inquinato: glielo ricorda il 14 aprile 2012 il suo collaboratore Claudio Santese, pure lui finito in manette.

Il Consorzio smentisce l’uso di suolo inquinato nei lavori. Intanto, i carabinieri del Nucleo operativo ecologico hanno prelevato dei campioni da analizzare. Bisogna capire se sono state fatte delle bonifiche, chi le ha fatte, a chi spettavano. Una risposta potrebbe fornirla Ferreri che, come capo della Direzione Patrimonio, è responsabile unico della gara d’appalto per la costruzione della Sede unica della Regione.

Altre indagini riguardano gli aspetti economici della vicenda. L’immobiliarista Luigi Zunino è indagato per truffa aggravata. Zunino acquistò dalla Fiat i terreni dell’area Avio, che poi ha rivenduto alla Regione Piemonte a un prezzo più alto e guadagnare 25 milioni. Inoltre aveva inserito nel contratto preliminare di vendita una clausola grazie alla quale riuscì a scaricare sull’ente i costi per la bonifica.

La Corte dei Conti indaga, invece, sui compensi  percepiti dall’architetto Alessandro Fuksas, Per la sua supervisione artistica, Fuksas ha chiesto 430mila euro. Secondo i calcoli della procura e dei consulenti, la parcella dovrebbe fermarsi a 303mila euro, perché bisogna escludere dal conteggio i lavori per fondamenta e impianti idraulici, termici ed elettrici che di artistico hanno ben poco.

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