Picchi di polveri sottili in Emilia Romagna e Lombardia: si spera nella pioggia

E’ costante ormai l’allerta smog in Emilia Romagna e Lombardia. Tutti sperano nelle piogge previste per la giornata di oggi e che dovrebbero proseguire nella prossima settimana ma, intanto, si mettono in campo misure di emergenza.

 

I livelli di PM10 sono stati superiori al limite di legge che stabilisce di non superare la soglia di 5o, tutte le città dell’Emilia Romagna hanno, chi più e chi meno, superato tale soglia arrivando a toccare anche i 100 (dati che vengono espressi in medie giornaliere, in µg/m3). Si evidenzia il dato che le città più vicine al mare, quelle dalla parte del versante Romagna, risentono meno dell’inquinamento da polveri sottili mentre le città dell’Emilia sono molto più dentro alla Pianura Padana, da sempre con meno possibilità di areazione.

Lo sforamento in tutte le città dell’Emilia Romagna avvenuto questa settimana

La situazione è seria, molti i cittadini che, soprattutto negli ultimi periodi, lamentano fastidi agli occhi e alla gola e un accentuarsi delle allergie che si stanno affacciando in questo primo periodo dell’anno, soprattutto alle Cupressacee/Taxacee (che evidenziano concentrazioni significative) e alle Betullacee/Stante (ancora moderate).

“Stante i valori particolarmente alti” si legge in un comunicato che il Comune di Reggio Emilia ha fatto pervenire ai propri dipendenti “peraltro comuni a molti capoluoghi omologhi, si richiamano le previsioni di cui al DVR (Documento di Valutazione dei Rischi): Attività a piedi – In aree con traffico congestionato (ove sia necessario operare per tempi significativi in tali aree ) o in presenza di situazioni di allerta diramate dalle agenzie ambientali / enti competenti, una misura utile di protezione è l’utilizzo di DPI antiparticolato (mascherina antipolvere). In auto – In caso di traffico congestionato, chiusura dei finestrini e uso della funzione di ricircolo, ove disponibile sul veicolo”.

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Bollino rosso in tutta la regione

La giornata di lunedì 19 è stata la peggiore in tutta la Regione, una giornata da bollino rosso nelle città di Piacenza e Bologna dove sono sono stati rilevati 77 microgrammi di pm 2.5 per metro cubo, ma ci sono stati dati peggiori che hanno fatto sì che si dovesse inventare il  bollino “viola”. A Modena si sono registrati 94 microgrammi di pm2.5 per metro cubo, sabato ben 100. A Parma 87 microgrammi e il giorno prima 84. A Reggio Emilia, sempre il 19 febbraio, 82 microgrammi.

“Viviamo una condizione particolarmente ‘sfortunata’ dal punto di vista del meteo che non ci sta lasciando scampo e che purtroppo sta condizionando enormemente l’andamento dei picchi di inquinanti, perché sta producendo “uno schiacciamento verso il basso” di tutte le particelle” commenta Vanes Poluzzi, responsabile del Centro tematico regionale di Qualità dell’aria di Arpae, l’Agenzia regionale per l’ambiente, che prosegue: “è come avere una coperta di lana sulla testa che fa ristagnare l’aria rendendola più viziata ogni giorno che passa. La metafora della coperta di lana piega bene le condizioni che stanno determinando la cappa di smog che soffoca la regione e in generale l’area della Pianura Padana. “Abbiamo un anticiclone molto potente per cui siamo in pieno inverno ma abbiamo 5-6 gradi in più rispetto alle medie climatologiche del periodo, anche in montagna”, continua il responsabile “Questo determina l’altro fenomeno e cioè che tutti i composti che emettiamo tendono a concentrarsi sempre di più e soprattutto a reagire tra loro e con l’ossigeno e l’azoto presenti in atmosfera per formare nuovi composti. Composti altrettanto inquinanti, che permangono nella fase liquido-solida e che rientrano nei pm10 e pm2.5 che misuriamo in questi giorni”.

“Mal’Aria di città” di Legambiente : “Lo avevamo già evidenziato”

Il report di Legambiente “Mal’Aria di città” da poco pubblicato, ha preso in considerazione, come ogni anno, i valori di inquinamento dell’anno 2023 forniti dalle sole centraline ufficiali di monitoraggio poste nelle città italiane capoluogo di provincia.

“Mal’Aria di città”, da Legambiente nessuna buona notizia sull’inquinamento delle città italiane

Nel 2023, pur avendo riportato valori abbastanza allarmanti, Legambiente sottolineava come si fossero registrati dei valori complessivamente più bassi rispetto al 2022 per quanto riguarda i principali inquinanti monitorati, quali le polveri sottili (PM10 e PM2.5) e gli ossidi di azoto (NO2), ma che i meriti di questo miglioramento registrato sono riconducibili quasi esclusivamente alle favorevoli condizioni metereologiche che hanno caratterizzato i mesi invernali del primo semestre del 2023 e il periodo autunnale dell’anno appena terminato. Dati assolutamente (tranne qualche eccezione) non in linea con i limiti di PM10 e PM2,5, nonchè NO2 che entreranno in vigore nel 2030 e che vedranno molte città e Paesi esposti a procedure di infrazione.

Ma se il 2024 comincia in questo modo, con piogge scarse, neve praticamente inesistente e, conseguentemente una qualità dell’aria pessima, è chiaro che non possiamo sempre affidarci al bollettino meteo.

Quali misure si stanno effettivamente mettendo in campo?

Nelle varie città proseguono i limiti alla circolazione dalle 8.30 alle 18.30 dei veicoli più inquinanti, compresi i diesel euro 5, misure emergenziali che coinvolgono anche i veicoli più inquinanti già bloccati durante la settimana in applicazione della manovra ordinaria: i diesel fino a Euro 4, i veicoli a benzina fino agli Euro 2, quelli a gpl/benzina e metano/benzina fino agli Euro1, ciclomotori e motocicli fino agli Euro1.

Le automobili sono una delle principali cause dello smog

Per quanto riguarda la gestione del riscaldamento si chiede la riduzione delle temperature negli ambienti di vita riscaldati a un massimo di 19 gradi (con un + 2 di tolleranza) nelle case, negli uffici, nei luoghi per le attività ricreative, associative o di culto, nelle attività commerciali. La temperatura va ridotta fino a un massimo di 17 gradi (con un + 2 di tolleranza) nei luoghi che ospitano attività industriali e artigianali.

Vietato anche effettuare combustioni all’aperto, compresi i barbecue, e di bruciare sterpaglie, residui di potatura, simili e scarti vegetali di origine agricola in tutto il territorio comunale. In vigore, inoltre, il divieto di spandimento liquami, con l’eccezione dello spandimento effettuato con interramento immediato dei liquami e con iniezione diretta al suolo.

Si parla anche di una norma per ridurre la velocità in autostrada con lo slogan “da aprile la velocità la decide lo smog”. La norma in Emilia Romagna non è ancora operativa, ma la nuova misura prevista dal governo per il Bacino Padano in risposta alle infrazioni Ue, ossia ridurre la velocità in autostrada nei giorni di allerta inquinamento, potrebbe partire già a fine aprile. L’Emilia-Romagna ha infatti dato il via libera al proprio Pair 2030 lo scorso 30 gennaio, prevedendo già questa nuova norma che però diventa operativa dopo 90 giorni dalla sua approvazione, quindi ad aprile. Si vedrà come verrà comunicata agli automobilisti che transiteranno sulle autostrade in Emilia Romagna, quale segnaletiche e cartellonistiche applicare (e quali sanzioni).

Benedetta pioggia!!!

è arrivata la pioggia tanto attesa

Oggi piove in Emilia Romagna e Lombardia e mai la pioggia era stata tanto attesa.

Dopo un breve intervallo nel weekend dovrebbe ricominciare a piovere anche la prossima settimana e tutti lo desiderano, nella speranza che non si ripetano mai più le alluvioni tristemente famose dello scorso anno. Il rischio c’è sempre perché la terra, molto secca, subito non riuscirà ad assorbire la pioggia ma, anche in questo caso, si spera sia una pioggia giusta e non troppo violenta.

Rimane il problema che va affrontato subito con maggiore coscienza da parte di tutti.

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