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Piattaforma petrolifera naufraga nel mare di Okhotsk.

La piattaforma petrolifera off shore Kolskaia (nella foto) è naufragata nel mare di Okhotsk. Il naufragio della piattaforma russa conferma l’allarme delle associazioni ambientaliste sulla pericolosità delle trivellazioni petrolifere e gasiere offshore nel grande nord russo e nell’Artico. Il naufragio – fa sapere un comunicato del comitato di inchiesta messo del governo russo – è stato causato dal rimorchio della piattaforma durante una forte tempesta. Durante l’operazione di rimorchio della piattaforma di Gazprom, era in atto una forte tempesta nella regione artica, inoltre potrebbero essere state violate le regole di sicurezza.

Nella mattina del 18 dicembre la Kolskaia, trainata da un rimorchiatore rompighiaccio, stava facendo rotta dalla penisola di Kamcatka verso l’isola di Sakalin, nell’estremo oriente russo, quando è colata a picco con 67 persone a bordo, 53 membri dell’equipaggio e 14 operai petroliferi.  Al momento si contano almeno 16 morti; i dispersi sono 37, scarsissime le speranze di ritrovarli vivi. Solo 14 i naufraghi recuperati. Enormi le difficoltà per i soccorsi, effettuati da un rompighiaccio, due elicotteri e alcune navi, a causa delle onde alte fino a 6 metri, di venti fino a 20 metri al secondo e della temperatura a meno 17 gradi.

Il ministero delle situazioni d’urgenza russo ha assicurato che «non ci sono rischi di inquinamento in seguito all’incidente».

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