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Piattaforma petrolifera a Monopoli

Il momento storico della terza rivoluzione industriale, tanto declamata da Jeremy Rifkin (leggi articolo nella categoria “inchiesta”), per la Puglia si allontana sempre più. Niente aree di servizio con distributori di idrogeno per autotrazione, almeno per ora;  ma al danno di una mancata fonte di energia pulita si aggiunge la beffa di un probabile scempio ambientale e sanitario di una piattaforma petrolifera che il governo vorrebbe installare al largo di Monopoli in provincia di Bari.

piattaforma petrolifera off shore

piattaforma petrolifera off shore

Infatti, Il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, Stefania Prestigiacomo,  di concerto con il Ministro per i Beni e le attività culturali, con decreto del 15 ottobre scorso  ha autorizzato la società inglese Northern Petroleum ltd ad avviare perforazioni a 25 Km ad est della cittadina sul mare a sud del capoluogo pugliese. Nel caso in cui si trovasse il petrolio, la Northern Petroleum sarebbe autorizzata a impiantare una piattaforma petrolifera offshore per lo sfruttamento del giacimento, in cambio di royalties pari ad appena il 5%, le più basse al mondo. E tutto questo davanti ad uno dei tratti di costa ancora incontaminati della nostra regione.

Il litorale del sud barese è caratterizzato da calette scavate nel tempo dai torrenti che scendevano dalla Murgia. Una in particolare, fra Polignano e Monopoli,  è cala Incina, dal francese ancienne, che prende il nome dall’antica  torre di avvistamento che la sovrasta. La cala, lunga e stretta, quando c’è maltempo offre riparo alle barche verdi di Polignano e blu di Monopoli. A sinistra della cala, in mare aperto, a circa 12 metri di profondità ci sono grotte con la volta ricoperta da un firmamento di coloratissimi esacoralli.

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Grotte di Cala Incina Polignano a Mare-Monopoli (BA) ramo di coralligeno che pende dalla volta (foto di Gianni Avvantaggiato)

veduta di Polignano (BA)

veduta di Polignano (BA)

L’emergenza, però, riguarda anche l’economia  del territorio. «Sarà un danno irrimediabile per l’attività di marineria, lascerà senza lavoro decine di pescatori e farà crollare il turismo»,  ha tuonato l’onorevole Pierfelice Zazzera, coordinatore regionale dell’Italia dei Valori, da cui è partito l’allarme. La Regione Puglia per voce dell’assessore all’Ecologia Onofrio Introna si dice estranea alla decisione presa da Roma. «Se questo è federalismo – ha detto Introna – siamo proprio rovinati: i ministeri ritengono di poter usare i territori senza rispettare le istituzioni locali».

Comunque da parte del governo regionale saranno avviati accertamenti per verificare se la distanza di 25 Km dalla costa (dove verrà installata la piattaforma petrolifera)  sia esclusiva competenza del ministero. «Questa si chiama colonizzazione dei nostri territori. Questo petrolio che sporca la nostra terra e la nostra salute non lo vogliamo. Il nostro petrolio è il turismo. Avvieremo in questi giorni una mobilitazione di massa perché dovranno passare sui nostri corpi prima di cominciare a trivellare il nostro mare», conclude l’onorevole Zazzera.

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