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Piantine luminose negli USA

piantine luminose

Il MIT sta lavorando alla sperimentazione di piantine di crescione che emettono luce. Come le lucciole.

Immaginate la scena: terminata la vostra giornata e vi stendete a letto, vi mettete sotto le coperte ma non avete ancora sonno; così, accendete la piantina da lettura e leggete qualche pagina del libro riposto sul comodino.

C’è qualcosa di strano nello scenario appena raccontato.
Non per i ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT), che stanno lavorando alacremente alla creazione di piantine luminose, in grado cioè di emettere luce.

Questione di… enzimi

L’esperimento che da alcuni mesi si sta portando avanti negli USA vede come protagonista il crescione, una piantina aromatica, semplice da coltivare e commestibile, utilizzata anche come medicinale.

piantine luminoseI ricercatori del MIT hanno ipotizzato – prima – e sperimentato – poi – di generare quello che prosaicamente è definito “effetto lucciola”.
Per farlo hanno “aggiunto” il coenzima A, ma soprattutto la luciferasi, l’enzima coinvolto nel processo della bioluminescenza (come le lucciole, appunto) che agisce sulla molecola luciferina.
Il tutto senza generare sostanze tossiche sulla piantine luminose.

Risultato: il crescione ha cominciato ad emettere luce propria, piccola quanto una lucciola – perché altrettanto piccole sono le foglie del rustico vegetale – per una durata di circa quattro ore.
Singolarmente quindi non ancora sufficiente per generare la luce che servirebbe per fare delle normali operazioni in condizioni di buio, però si è potuto constatare che con un mazzetto di crescione si può ottenere tanta luce da poter leggere un libro.

Niente male per essere soltanto alla fase embrionale della sperimentazione.
Anzi, così bene da presagire scenari futuri di ben altra portata.

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Piantine luminose. Grandiose prospettive futuriste

Irrealizzabili al momento. Ma in futuro…
Lo sguardo dello staff del MIT va ben oltre la piantine luminose di crescione.

piantine luminoseSi pensa già a come poter fare per illuminare una stanza, una via, una strada.
Si studia – per dirne una – come dare “vita luminosa” agli alberi, in modo da poter gradualmente sostituirsi ai lampioni.
Immaginate di passeggiare in un parco dove la luce provenga da una quercia, un pino o una betulla; oppure provate solo ad intuire la bellezza che potrebbe fare un salice piangente illuminato a festa.

Non mancano gli interrogativi: ad esempio come “azionare” le piante, quando accendersi o – di contro – come volerle “spegnere” se non se ne ha più bisogno.
Sarà probabilmente impossibile che si arrivi ad una trasposizione al 100% dalla luce elettrica a quella delle piantine luminose di matrice del MIT.
Vero è che affiancare questa nuova e virtuosa via di illuminazione a quelle derivanti da energie pulite, come il fotovoltaico e l’eolico, può dare un’ulteriore ventata d’aria pulita a questo mondo che nel 2018 è costantemente bisognoso di cure e attenzioni.

 

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