Input your search keywords and press Enter.

Piantagioni di pale eoliche deturpano il paesaggio e l’ambiente. Storia di un paradosso italiano

Un vasto cartello di associazioni ambientaliste ha ancora una volta invitato i vertici del governo italiano a rivedere alcuni aspetti contraddittori delle politiche di sviluppo delle energie rinnovabili. Nella nota trasmessa ai principali ministri interessati (Finanze, Sviluppo economico, Ambiente, Beni culturali, Agricoltura, Turismo, Coesione territoriale) oltre al premier Monti, si richiama la preoccupazione per il vilipendio di valori territoriali tutt’ora in atto, a causa di errori disastrosi commessi in questi anni e che, invece di essere affrontato, rischia di essere aggravato senza contropartite.

L’Italia ha anzitempo raggiunto l’obiettivo previsto dalla Strategia Energetica Nazionale, che prevedeva entro il 2020 la soglia del 26,39% delle energie rinnovabili. A causa di ciò, si punta ora al 38%. Gli ambientalisti fanno tuttavia notare che questo ambizioso sviluppo delle rinnovabili non è stato subordinato a un’adeguata valutazione di carattere territoriale, ambientale ed economico: vasti laghi di pannelli fotovoltaici e piantagioni di pale eoliche vanno paradossalmente a deturpare l’ambiente e ad aumentare la produzione dei gas serra, a tutto vantaggio di una speculazione economica da parte degli investitori, non adeguatamente tassata. La crescita delle rinnovabili è dunque ammissibile, ma a patto che si utilizzino tecnologie (come il fotovoltaico) che ben si integrano nel tessuto urbano, e che si punti alla riduzione dei gas serra agendo direttamente sulla loro principale causa, ovvero ottimizzando la rete di trasporto pubblico e i sistemi di riscaldamento/raffreddamento dei fabbricati.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *