Piano regionale rifiuti, approvazione necessaria

Rifiuti

Deciso Gabellone in audizione: “bisogna abbattere tassa e inquinamento. I dati e i costi elevati sono preoccupanti”

 

Necessario un nuovo Piano di gestione dei rifiuti. A sostenerlo il consigliere regionale Antonio Gabellone (Fdl), già ex presidente della provincia di Lecce, che ha chiesto un’audizione all’assessore al Commissario dell’AGER, per chiedere un nuovo piano per abbassare le tasse e l’inquinamento.

«Nel 2013 la Giunta regionale ha approvato il Piano regionale di Gestione dei rifiuti urbani.  A distanza di quasi 10 anni, la Regione Puglia non si è ancora dotata del nuovo Piano per la gestione dei rifiuti: un atto programmatico di fondamentale importanza per l’azione di governo e che incide direttamente sulle “tasche” e sulla salute dei cittadini», ha dichiarato Gabellone.

Antonio Maria Gabellone (foto: pagina ufficiale Facebook)

Il Consigliere regionale rileva che «nonostante la mancata approvazione del Piano, l’AGER (Agenzia della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti) proseguiva nella programmazione di nuovi impianti per il conferimento della spazzatura. Rispetto alla previsione iniziale di sette nuovi impianti di compostaggio pubblici, ne verranno realizzati tre, al massimo quattro. Il primo impianto di compostaggio di Bari, secondo le previsioni di AGER sarebbe dovuto essere stato inaugurato nel mese di ottobre scorso. Mentre per gli impianti di Foggia e Brindisi i tempi di realizzazione sono ancora più lunghi».

Gabellone poi evidenzia alcuni dati importanti sull’argomento.  «L’obiettivo prefissato da Regione Puglia entro la fine del 2020 – dice l’esponente regionale – era di portare la raccolta differenziata al 65%, ma attualmente è ferma al 58% circa. Arrivare al 65% di raccolta differenziata significherebbe dimezzare la quantità di rifiuto indifferenziato (da 1.109.052 tonnellate all’anno a 647 mila tonnellate) e quasi raddoppiare la quota di differenziato (dagli attuali 781 mila tonnellate a 1.242.682 tonnellate all’anno). Secondo quanto emerge dal rapporto Laboratorio Ref Ricerche, nel 2018 la Regione Puglia aveva inviato in giro per l’Italia oltre 140 mila tonnellate di rifiuti urbani, circa 5.800 viaggi in tir nell’arco di un anno, così registrando uno dei peggiori dati a livello nazionale».

C’è il capitolo dei costi a preoccupare Gabellone il quale puntualizza che «ad oggi, la situazione è rimasta invariata, tant’è che i Comuni continuano a sostenere maggiori costi per conferimento ed il trattamento della frazione organica fuori Regione. Mediamente, i Comuni spendono dai 110 ai 120 euro a tonnellata conferita negli impianti privati presenti in Puglia, mentre la spesa media per il conferimento fuori Regione si aggira sui 250 euro. Al contrario, un impianto pubblico in loco abbatterà il costo del conferimento dai 20 sino ai 40 euro a tonnellata. Infatti, secondo i calcoli di AGER, il prezzo scenderà sotto i 90/80 euro a tonnellata. La spesa annua per il servizio rifiuti per una famiglia in Puglia è di 351,00 euro».

Non è secondario inoltre l’aspetto ambientale, per cui Gabellone ritiene doveroso volgere l’attenzione non solo agli aspetti economici della questione, ma anche agli aspetti interconnessi al problema dell’inquinamento atmosferico.

Pertanto, il Consigliere regionale vorrà sapere in audizione se la Regione in concreto «intende ristorare i Comuni che per l’anno 2020 hanno sostenuto maggiori oneri per il conferimento della frazione organica  presso stazioni di trasferenza e impianti di compostaggio collocati anche fuori regione; se intende portare in imminente approvazione il nuovo Piano di gestione dei rifiuti urbani di Regione Puglia; se intende programmare il conferimento dei flussi dei rifiuti urbani indifferenziati, ma anche di quelli differenziati, verso gli impianti ubicati nel territorio regionale; se intende rafforzare l’impiantistica dedicata al trattamento dei rifiuti urbani ricorrendo alla realizzazione di impianti pubblici; se conseguentemente intende organizzare i flussi dei rifiuti, derivanti dal loro trattamento, verso gli impianti prossimi ai luoghi di produzione e trattamento degli stessi, con azioni volte a incidere sulle tariffe di conferimento in impianto».

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