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Piano Regionale Amianto Puglia, Tarantini: «Attenzione allo smaltimento dei materiali»

All’indomani dell’adozione del Piano Regionale Amianto da parte della Regione Puglia, il presidente della locale delegazione di Legambiente Francesco Tarantini (foto) elogia il percorso così intrapreso dalla Regione nella lotta all’amianto: «Adesso bisogna mettere in campo tutte le azioni necessarie per dare ai cittadini gli strumenti per conoscere, affrontare e risolvere definitivamente il problema dell’amianto».

Nonostante l’emergenza sanitaria, connessa all’inalazione delle fibre di amianto rilasciate nell’aria, le bonifiche dei siti procedono a rilento, eccetto qualche intervento straordinario di messa in sicurezza, come nel caso dell’impianto Fibronit di Bari. Per il presidente di Legambiente Puglia, «lo smaltimento dei materiali è proprio un nodo cruciale da risolvere per un’adeguata azione di bonifica su tutto il territorio nazionale e necessita di un’adeguata pianificazione per la realizzazione di una impiantistica di trattamento e smaltimento, da realizzare prioritariamente in prossimità dei luoghi maggiormente interessati dal problema».

Infine, Tarantini ha constatato una battuta d’arresto delle operazioni di bonifica: a seguito dell’adozione del V Conto Energia non è più previsto l’extra-incentivo di 5 centesimi a kwh per chi sostituiva le coperture in eternit con pannelli fotovoltaici, che tanti consensi aveva riscosso sul territorio nazionale.

«Alla luce del Piano Amianto adottato dalla Giunta regionale – conclude Tarantini  – adesso bisogna adoperarsi per una sua rapida attuazione pianificando pure la realizzazione di una impiantistica regionale di trattamento e smaltimento a supporto delle auspicabili operazioni di bonifica in prossimità dei luoghi maggiormente interessati dal problema. A tutto ciò si aggiunge la necessità di svolgere un’adeguata attività di informazione attraverso un’azione che offra anche gli strumenti su come ci si deve comportare quando si ha a che fare con strutture contaminate in casa, a scuola o presso i luoghi di lavoro, e che informi sui rischi per la salute».

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