Pianeti, la scoperta Nasa vista dalla Puglia

Scoperto il più grande sistema planetario extrasolare: il commento sui nuovi pianeti del direttore del Parco Astronomico San Lorenzo di Casarano

«La scoperta dei sette pianeti conferma ulteriormente che c’è la risposta alla domanda che l’uomo si fa da secoli: non siamo soli nell’Universo». Parola di Giuseppe De Filippi, proprietario e direttore scientifico del Parco Astronomico San Lorenzo di Casarano, che accoglie con «piacere la scoperta incredibile e sensazionale del più grande sistema planetario extrasolare mai scoperto con tanti possibili ‘sosia’ della Terra, a 39 anni luce da noi».

Ufficializzata dalla Nasa, la scoperta si deve a un gruppo internazionale di ricercatori e al telescopio “Trappist”, installato in Cile presso lo European Southern Observatory (ESO) e riguarda l’esistenza di sette pianeti che potrebbero avere acqua liquida in superficie e le condizioni per ospitare la vita. In realtà – precisa De Filippi – solo tre dei sette pianeti si trovano nella zona abitabile, cioè alla distanza ottimale dalla stella per avere acqua allo stato liquido. Potrebbero quindi ospitare oceani e, potenzialmente, la vita. «I modelli climatici suggeriscono, in sostanza, che i tre pianeti più interni sono troppo vicini al Sole e caldi per avere acqua liquida – evidenzia De Filippi – e il pianeta più esterno è probabilmente troppo distante e freddo per averne».

I pianeti abitabili
Giuseppe De Filippi - nuovi pianeti
Giuseppe De Filippi, proprietario del Parco astronomico di Casarano

Una scoperta «importantissima, ma va sottolineato – ribadisce il direttore del Parco Astronomico – che il telescopio dell’ESO, non ha osservato direttamente i sette pianeti, ma la Stella di appartenenza». Per spiegarlo in maniera ancor più chiara, «si osserva la Stella e si tiene sotto controllo la luminosità: nel momento in cui varia, significa che qualcosa è passato davanti e allora vanno analizzate le dimensioni del corpo celeste, la distanza dalla stella e così via. L’obiettivo del futuro – ammette De Filippi – è quello di avere telescopi che siano in grado di osservare pianeti extrasolari, o esopianeti».

In attesa, il Parco Astronomico prosegue le sue intense attività. «Notizie come questa dimostrano che l’astronomia è in continua evoluzione, è dinamica – evidenzia De Filippi – e aiuta anche a promuovere realtà come la nostra». E incuriosire la gente, che si reca assiduamente nel parco salentino: “Le attività si dividono in due tipi – spiega De Filippi – e prevedono lo spazio per le scuole e quello per il pubblico di tutte le età. Nell’ultimo anno scolastico, sono stati oltre 4900 gli studenti di ogni ordine e grado ospitati nel parco, numero vicino – circa cinquemila – ai visitatori che, soprattutto nel periodo estivo, hanno varcato la porta d’ingresso del parco». Tra scienza, astronomia e nuovi pianeti…

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