Petrolio nell’Adriatico, “Giù le mani dal nostro mare”

Sono scaduti i termini per la presentazione delle osservazioni alle quattro procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) relative alla ricerca di idrocarburi nel basso Adriatico. A risultare assenti, nell’elenco del ministero dell’Ambiente, sono la Provincia di Bari e molti comuni pugliesi che, nonostante gli annunci delle scorse settimane, non hanno presentato osservazioni ai progetti della Global Petroleum Limited. Da Bari, Brindisi, Giovinazzo, Mola di Bari, Carovigno, San Pietro Vernotico, Torchiarolo e Polignano a Mare, infatti, nulla è giunto al dicastero di via Colombo. A lanciare la notizia, alcuni esponenti politici del Movimento 5 Stelle.

Agli enti locali non è richiesto il parere per progetti posti ad oltre le 12 miglia dalla costa: l’unica strada per poter far sentire la propria voce è quella delle osservazioni ai progetti durante la procedura VIA.

Ha la rappresentanza del Movimento 5 Stelle: «Gli enti locali hanno uffici tecnici, assessorati all’ambiente e risorse economiche per potersi opporre a tali scempi che potrebbero danneggiare la Puglia ed è loro compito tutelare il mare su cui si affacciano». Per quei Comuni che, invece, hanno presentato osservazioni, anche in caso di parere favorevole da parte del ministero dell’Ambiente, sono aperte le porte del ricorso al TAR ed eventualmente del Consiglio di Stato. «Ogni singolo cittadino che propone osservazioni potrebbe presentare ricorso – dichiarano i portavoce M5S – ma i costi non sono mica alla portata di tutti, mentre è compito degli enti locali rappresentare le istanze dei cittadini e del territorio».

La battaglia no-triv risuona anche sulle coste delle Canarie, dove il governo locale si sta opponendo alle trivellazioni autorizzate dall’esecutivo spagnolo, proprio perché reputa l’estrazione di idrocarburi «un’attività altamente rischiosa, incompatibile con l’ambiente e la presenza turistica nell’arcipelago», come ha dichiarato il presidente canario Paulino Rivero.

Sabato 30 agosto, sul lungomare di Bari, si terrà l’ultima tappa del Giù le mani dal nostro mare, il tour anti-trivellazioni organizzato dal Movimento 5 Stelle tra Puglia e Basilicata quest’estate. «Il pericolo incombe ancora per i mari di Puglia, Lucania e Calabria – continuano gli esponenti M5S – Oltre ai tre permessi di ricerca ed alle sei concessioni di coltivazione di idrocarburi già rilasciate dai governi in questi anni, ci sono ora ulteriori tre istanze di permesso di prospezione, un’istanza di concessione di coltivazione e ben 25 istanze di permesso di ricerca di idrocarburi. Un vero e proprio assalto ai nostri mari che il Governo Renzi vuole agevolare, arrogando a sé tutte le competenze in ambito energetico, attraverso la modifica dell’articolo 117 della Costituzione, estromettendo completamente gli enti locali e le regioni da tali questioni».

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