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Petrolio in Adriatico: ministro e compagnie petrolifere non mollano

Una piattaforma petrolifera off-shore

Per rendere meglio l’idea, quello delle compagnie petrolifere che vorrebbero perforare l’Adriatico per succhiare petrolio, mi sembra il comportamento di quei mastini che una volta addentata la preda non la lasciano più… se non in cambio di un altro osso da spolpare. È passato un anno da quando il TAR di Lecce, in via cautelare ha sospeso i permessi per la ricerca di petrolio nei fondali pugliesi. La decisione del Tribunale Amministrativo Regionale è stata poi confermata con sentenza di merito nel luglio scorso, a seguito della proposta impugnativa da parte della Regione Puglia. Ma, le autorizzazioni rilasciate alla società Northern Petroleum per i permessi di ricerca denominati d60FR_NP e d61FR-NP a parere del ministero sono ancora efficaci. Ora chi è il mastino e chi il “conduttore” lo lasciamo decidere al lettore ma la sostanza non cambia… visti gli interessi economici in ballo.
Purtroppo l’interesse alla ricerca di petrolio nel mare italiano e, in particolare, al largo delle coste pugliesi ha moltiplicato il numero di società che avanzano proposte in merito; tant’è che, da una parte la corsa all’accaparramento della particella (sulla carta nautica) di mare da sondare, per adesso, e dall’altra vigilare e sostenere le nostre ragioni di contrarietà per salvaguardare il nostro bene comune, il nostro ambiente, le nostre attività economiche e la nostra gente sembra diventata la madre di tutte le battaglie di un Risiko che gioco non è!

Oggi è toccato all’assessore alla Qualità dell’Ambiente (lo abbiamo anticipato nelle news), Lorenzo Nicastro, muovere le pedine. Con una lettera protocollata (clicca qui per visionare il documento) inviata alla Direzione Generale Valutazioni Ambientali, manda a chiedere al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Stefania Prestigiacomo quali siano “i pareri ambientali allo stato efficaci, inerenti progetti di ricerca di idrocarburi al largo delle coste della regione Puglia”.

Una piattaforma per la ricerca di idrocarburi

“In questi giorni – spiega l’assessore Nicastro in una nota – ho acquisito, per il tramite degli uffici, tutti i dati relativi alle valutazioni di compatibilità ambientale ministeriali inerenti i permessi di ricerca idrocarburi dai quali risulterebbero, a parere del ministero, ancora efficaci le autorizzazioni” di cui sopra.

Secondo l’assessore si tratta di una svista, di una mancata comunicazione, chi scrive non è poi tanto convinto, “atteso, tra l’altro, che la società ha già ripresentato le istanze di richiesta di compatibilità ambientale”.
È confortante comunque sapere che, è stato verificato con il supporto della Capitaneria di porto, le trivelle transitate a rimorchio nei giorni scorsi al largo delle coste pugliesi “non erano destinate ai nostri mari, ma a quelli calabresi”, assicura l’assessore Nicastro nell’attesa, come tutti noi, di una risposta del ministero dell’Ambiente.

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