Petrolio in Adriatico, manifestazione a Manfredonia

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Un momento dell’incontro, Seduto, al centro il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano

Istituzioni, ambientalisti e cittadinanza attiva hanno partecipato questa mattina alla manifestazione di Manfredonia contro la decisione del governo di concedere alle multinazionali del petrolio i permessi di prospezione in Adriatico.

Il Ministero dello Sviluppo Economico, infatti, il 22 dicembre scorso , ha rilasciato alla Petroceltic Italia srl. le concessioni per cercare giacimenti di petrolio sottomarini al largo delle Isole Tremiti.

All’incontro nell’aula consiliare della Città di Manfredonia sono intervenuti oltre ai sindaci del Gargano e delle cittadine costiere e alle associazioni della rete No Triv anche il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e il presidente del Consiglio della Regione Puglia Onofrio Introna.

Oggetto della riunione individuare strategie comuni da adottare contro la decisione del MISE.

L’Adriatico, mare chiuso e dagli equilibri ambientali fragili, è già gravato da 78 concessioni attive per estrarre idrocarburi. Tuttavia sono stati rilasciati altri 17 permessi di ricerca nelle acque territoriali italiane e altre 29 sono in fase di rilascio in area croata. A queste si aggiungono 24 ulteriori richieste.

Nel comunicato congiunto sottoscritto da Regione Puglia, Provincia di Foggia, Parco Nazionale del Gargano, Comuni pugliesi e associazioni ambientaliste e rete No Triv si sottolinea che la ricerca di idrocarburi nell’Adriatico rappresenta un’offesa alla bellezza e alla biodiversità del mare, un danno per altri settori strategici della nostra economia, come il turismo, la pesca e la blu economy.

La scelta petrolifera è un rischio senza benefici per le comunità costiere e per tutto il Paese, è scritto nel documento: il greggio presente nel sottosuolo marino italiano, stimato in circa 10milioni di tonnellate, di scarsa qualità, soddisferebbe il fabbisogno energetico nazionale per appena due mesi, con scarsi effetti sull’indipendenza energetica dell’Italia.

In cambio, alla scarsità dei vantaggi corrisponde la grande preoccupazione che desta l’estrazione degli idrocarburi in mare per le possibili perdite sia normali, sia per incidenti, con i danni che deriverebbero per le zone costiere che vivono di turismo e di pesca.

Ai suddetti rischi si aggiungono, durante la fase di ricerca, i danni alla fauna ittica causati dall’utilizzo del cosiddetto airgun. Questa tecnica, autorizzata al largo delle Isole Tremiti, può avere effetti anche a decine di chilometri di distanza. Almeno 50 Km secondo un rapporto dell’ISPRA del Maggio 2012. Le esplosioni provocate dalle bolle d’aria compressa sparate sul fondo producono un rumore fortissimo che investe l’ambiente marino. E le Isole Tremiti si trovano solo a 24 Km dalla area assegnata alla Petroceltic per le sue ricerche.

«Il governo non ci ha fatto capire qual è la sua linea politica – ha detto Emiliano -. Se loro pensano che la ricerca di idrocarburi sia una delle soluzioni della crisi italiana, lo devono dire e dopodiché noi valuteremo, come abbiamo già fatto, se fare il referendum. Non può accadere – ha proseguito il governatore della Puglia – che tutta questa storia venga gestita negli uffici come se fossero pratiche burocratiche. Sulle isole Tremiti è stato peraltro emesso un provvedimento secondo me pieno di illegittimità. Quindi noi stiamo aspettando che il governo si sieda a un tavolo per discutere con noi della politica energetica e ci faccia sapere se la nostra richiesta di ritiro sarà accolta o meno».

L’Assemblea chiede, quindi al governo nazionale e alla Regione Puglia di poter istituire un tavolo di confronto sui temi centrali della politica energetica e sui nuovi indirizzi mondiali sui cambiamenti climatici. Di condividere le scelte con le popolazioni locali perché ciò può rigettare proposte incompatibili e insostenibili dal territorio e favorire soluzioni coerenti e importanti per lo sviluppo locale. Chiede, inoltre di istituire, un tavolo di confronto sui temi della blu economy e della direttiva Eusair-Macroregione Ionio-Adriatica, sui temi della pesca sostenibile, della qualità ambientale e sulla sostenibilità del turismo e dei trasporti nei nostri mari, di straordinaria importanza ecologica.

L’Assemblea – è scritto nella dichiarazione congiunta – è fermamente convinta a condurre la lotta con ogni mezzo democratico e chiede al governo di revocare l’autorizzazione alla Petroceltic Italia srl.

“Qualora i ministeri dovessero perseverare nell’assurda politica energetica cui condannare l’Adriatico e che espone l’Italia ad eventuale procedura d’infrazione del diritto comunitario, impugneremo l’autorizzazione alla Petroceltic innanzi al TAR del Lazio”.

L’Assemblea, infine, prosegue l’impegno della battaglia referendaria.

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