Pet, e l’animale è più che umano

Con Pets – Come gli animali domestici hanno invaso le nostre case e i nostri cuori,  Guido Guerzoni racconta il mutamento epocale dei rapporti tra gli “umani”  e gli animali “da affezione e compagnia”. Con tante sorprese e qualche conferma. La presentazione sabato 16 settembre a Lectorinfabula

“Il cane è il miglior amico dell’uomo”. Frase arcinota ma che ormai va corretta in “Il pet è il miglior amico dell’uomo, e l’uomo lo ricambia”. Questo il mantra che percorre Pets – come gli animali domestici hanno invaso le nostre case e i nostri cuori, ultima fatica di Guido Guerzoni, che verrà presentata a Conversano dalla direttrice di Ambient&Ambienti, Lucia Schinzano, sabato 16 settembre nell’ambito del festival Lectorinfabula (ore 19.15, Piazza Castello).

Il pet che ci cambia la vita

petNon è un caso che il libro faccia parte di una rassegna il cui motto è Si fa presto a dire Rivoluzione, perché l’ingresso (sempre più trionfale) nelle nostre case di cani, gatti, pesciolini, criceti &co, per arrivare ai minimaialini se non a serpenti di varie dimensioni, da una ventina d’anni a questa parte   è una vera e propria rivoluzione che ha trasformato profondamente il nostro modo di rapportarci agli animali e ha segnato svolte epocali in tutti gli aspetti della vita personale e sociale.

LEGGI ANCHE: Turismo animal friendly, a Vieste c’è

Guerzoni, che di professione fa il manager culturale e docente di museum management alla Bocconi, disegna in oltre 220 pagine zeppe di citazioni e rimandi ad una sterminata bibliografia (tutta vera e scientificamente  validata) uno spaccato della società contemporanea, e lo fa in maniera originale esaminando tutte quelle forme di pet market che ci portano a spendere non meno di 160 miliardi di euro annui (di cui 3,5 equamente suddivisi tra i 35 milioni di possessori di pets in Italia), per dimostrare- a chi non lo avesse ancora capito –  che non più di proprietari di animali si deve parlare, ma di genitori.

 Nuovi genitori

 Insomma le ultime generazioni hanno ormai passato il confine della parentizzazione (che portava fido e micio a vivere in casa ma sempre con le dovute distanze dai “padroni”) alla umanizzazione: vale a dire ci comportiamo con gli animali che possono vivere con noi come se fossero i nostri figli, con tutti i pregi e difetti che questa scelta di vita comporta. Cioè:proteggendoli, forse in maniera esagerata, da ciò che potrebbe farli soffrire: fame, freddo, solitudine, incomunicabilità. Spendendo cifre esorbitanti per fornire surrogato dell’affetto e con esiti talvolta paradossali.

Ma ai cani piace il cibo vegano?

Così veniamo a sapere dal dottissimo autore, sempre ironico e lieve quanto accurato e sorretto nelle sue affermazioni da incontestabili studi scientifici, che l’amore per gli animali non si esprime più in ghiotti bocconcini casalinghi, ma in svariati programmi alimentari – anche vegani, con buona pace del primordiale istinto predatore del nostro pet – dai costi esorbitanti (per la cronaca, in questa circostanza Guerzoni mostra una certa indignazione sia pur espressa con garbo, per la inaccettabile diseguaglianza tra persone che muoiono di fame e cagnolini superingozzati dai loro genitori umani); scopriamo che esistono pet ristoranti, pet hotel, pet cliniche di bellezza, pet ospedali, e via dicendo.

LEGGI ANCHE: Viaggiare con animali, un vademecum per vacanze senza stress

Pet, amore mio

pet
Barboncini abbigliati sempre più come persone

E ancora, non sono poche le figure professionali nate in questi ultimi anni: al classico dog sitter si aggiungono badanti per cani, pooper scoper (per chi vuol sapere in cosa consistano la riposta è a pag. 185), addetti al primo soccorso, massaggiatori, visagisti, autisti, organizzatori di funerali, in tutto almeno 3,5 milioni di occupati a tempo pieno, compresi i veterinari, affiancati da qualche tempo dai pet chirurghi plastici. Per non parlare della nuovissima frontiera delle app nate per controllare la salute psicofisica dei nostri amici a due/quattro zampe, spaziando dal geolocalizzatore al dispositivo in grado di decodificare abbai e miagolii.

Il libro è ricchissimo di curiosità: dal menu kosher per cani che vivono con famiglie ebraiche all’abbigliamento di lusso, dagli interessi economici delle multinazionali che hanno ormai sempre un comparto riservato ai pets, alle percentuali di pet lovers nel tempo e alle diverse latitudini, ai canali televisivi tematici. Notizie che ai più potrebbero sembrare stramberie o invenzioni di un buontempone, se non fosse che sono tutte verissime.

Guardare gli animali per capire gli uomini

Il libro è anche un vero e proprio trattato di sociologia, dato che traccia l’identikit del pet lover, discute sull’evoluzione del significato della parola pet,  indaga sul potere dei media, sul ruolo di influencer esercitato da certi personaggi, sul mutamento della composizione della famiglia, sull’ascesa e caduta di malattie, sulla globalizzazione, su questioni teologiche di non poco conto come la presenza di anima negli animali. Tutto risultato, insiste Guerzoni, di un processo di civilizzazione che ci porta a considerare l’animale da compagnia, come si diceva un tempo, un membro della famiglia a tutti gli effetti.

Imparare dai pets

Guido Guerzoni
Guido Guerzoni insieme al suo bracco Pioppo

Guerzoni parla anche di pet therapy ma senza concessioni alla malinconia, e  spezza una lancia a favore di chi accoglie un animale in casa non per status symbol né per disprezzo verso i suoi simili umani: “Qui si parla dell’incidenza positiva che la presenza costante e la reciproca interazione esercitano sulla serenità, l’equilibrio, il benessere e la felicità, travalicando la dimensione dolente della sofferenza o del bisogno. Posto che da loro possiamo imparare molto, potremmo cercare di esprimere un minimo di riconoscenza dopo millenni di ingratitudine, poiché anche in futuro i pets potranno continuare a insegnarci cosa siano la magnanimità, la generosità, la fiducia e la speranza nel genere umano”.

Guido Guerzoni, Pets – Come gli animali domestici hanno invaso le nostre case e i nostri cuori, Feltrinelli, 2017, pp. 248, € 17,00

 

Articoli correlati