Peschici: valorizzare la “Grotta degli Dei”, ora è realtà

A un anno di distanza dall'atto vandalico, il Grottone di Manaccora è nuovamente visitabile, grazie all'impegno dell'APS MIRA

Poco più di un anno fa, ignoti avevano profanato la “Grotta degli Dei”, a sette chilometri da Peschici, devastando gli impianti che rendevano accessibile e fruibile al pubblico il “Grottone di Manaccora”. Una scorribanda vandalica rimasta impunita, ma presto cancellata – nei fatti e nella memoria dei garganici e non solo – dall’impegno profuso dagli operatori dell’associazione APS MIRA che ha ottenuto, dal Comune di Peschici, la gestione dell’importante sito archeologico che, per il secondo anno consecutivo, si apre a turisti e studiosi. Un impegno rafforzato e rinsaldato dalla recente collaborazione stretta tra la presidentessa dal sodalizio, Sara Rotundi, ed il presidente del Parco del Gargano, Stefano Pecorella, entrambi mossi dall’interesse comune a cooperare nella valorizzazione dell’importante sito d’età bronzea, meravigliosa cavità naturale che si estende per più di 90 metri all’interno di un massiccio promontorio calcareo, meta molto apprezzata dagli studiosi, ma ancora poco conosciuta dai turisti.

Anche il Parco Nazionale del Gargano è coinvolto nella valorizzazione della grotta, che si estende per più di 90 metri all’interno di un massiccio promontorio calcareo

«Un ente sovracomunale come il Parco ha tutto l’interesse a sviluppare utili sinergie per far conoscere la Grotta di Manaccora ai diversi livelli e secondo strategie di lungo termine», spiega Pecorella che, senza esitazione alcuna, ha offerto all’associazione APS MIRA il patrocinio dell’Ente e l’autorizzazione all’utilizzo del logo del Parco. «Tendiamo insieme un occhio al futuro – propone Pecorella – pensando a cosa poter fare per rendere più fruibile il sito: oltre ad una buona strategia di promozione, l’adeguamento della segnaletica stradale, la messa in sicurezza del sito, soprattutto nei punti maggiormente esposti alle intemperie». Il Grottone di Manaccora, infatti, si apre sulla suggestiva e omonima baia sulla litoranea tra Peschici e Vieste. Fin dagli anni Trenta, il Grottone è stato oggetto di scavi della Soprintendenza Archeologica per la Puglia, le cui campagne di studio hanno restituito reperti dell’età del Bronzo che – per tipologia e varietà – fanno pensare ad un luogo di culto e sepoltura, ma anche ad un successivo uso abitativo (oltre a resti umani, infatti, sono stati rinvenuti pesi da telaio, colatoi per la lavorazione del latte, macine, aghi e punteruoli per la manifattura di indumenti e vasellame).

Un momento del tour didattico nel grottone di Manaccora aperto a turisti e studiosi

«La grotta racchiude i segreti di una civiltà, le sue pareti raccontano una storia millenaria tra culti, oblii, recuperi, indagini – spiegano dall’associazione APS MIRA – Al suo interno, si ripercorrono gli attimi di una società e di un mondo ormai lontano: sulle pareti sono ben visibili le tracce delle molteplici comunità che vi hanno dimorato». Al suo interno, infatti, in un tour didattico con tanto di torce e caschetti di sicurezza, è possibile fare un viaggio nel tempo e scoprire – forti della guida esperta delle operatrici didattiche Sara Rotundi, Mariella Granatieri, Giuliana Cisternino, Daniela Danza e Luciana Stella– un autentico caposaldo dell’età del Bronzo in Puglia. «Il nostro obiettivo è quello di valorizzare questo sito importantissimo dal punto di vista storico, archeologico e naturalistico, attraverso una buona campagna pubblicitaria, attività di promozione, visite e laboratori didattici per le scuole e soprattutto aumentare il flusso dei visitatori che, ad oggi, è persino insufficiente alla gestione del sito stesso», spiega con determinazione e convinzione Sara Rotundi, presidentessa di APS MIRA. «Vediamo nell’attuale politica dell’Ente Parco una grossa opportunità per lo sviluppo e la divulgazione dell’attività che svolgiamo ed una possibile valida mano per la gestione e il supporto alle iniziative dell’associazione, unendo così le forze per migliorare il nostro territorio».

(Le foto sono a cura dell’APS Mira)

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