Pesce, in Italia il consumo è consapevole e responsabile

La ricerca sul consumo dei prodotti ittici di Marine Stewardship Council con Globescan conferma che il 94% degli italiani mangia pesce e preferisce tonno e merluzzo

Importanti risultati sono emersi dalla ricerca globale sui consumatori di prodotti ittici di Marine Stewardship Council (MSC), l’organizzazione non profit che promuove la salute degli oceani attraverso i suoi Standard di sostenibilità ittica.

Secondo la ricerca, il 94%italiani dichiara di consumare abitualmente prodotti ittici. Le specie preferite tonno e merluzzo. Il 41% si dichiara un vero e proprio amante e appassionato dei prodotti offerti dal mare. Per il 36% dei consumatori è aumentato il consumo di pesce negli ultimi 5 anni, tra le motivazioni il suo essere un’alternativa più salutare alla carne. Ben 3 italiani su 4 affermano che acquistare prodotti ittici sostenibili contribuisca alla salute degli oceani, mentre le etichette di certificazione di sostenibilità per l’82% degli intervistati aiutano nelle scelte e aumentano la fiducia nel brand. Oltre il 55% degli italiani (+25% rispetto al 2018) conosce il marchio blu MSC e il 40% (+33% rispetto al 2018) acquistare frequentemente prodotti ittici certificati MSC.

L’Italia e il mare

Gli italiani si confermano così grandissimi consumatori di pesce, che prediligono cucinare e consumare nelle proprie case. Attenti agli indicatori di qualità e salute, gli italiani prestano molta attenzione anche al tema della sostenibilità: spinti dalla consapevolezza dell’urgenza di proteggere mari e oceani, gli italiani sono pronti a scendere in campo per contribuire alla loro salute.

Gli Italiani oggi sono sempre più consapevoli dei rischi per la salute del nostro pianeta: inquinamento dell’aria e dell’acqua, e gli effetti del cambiamento climatico sono in cima alla lista delle preoccupazioni. Per quanto riguarda gli oceani, i pericoli maggiormente percepiti riguardano l’inquinamento delle acque, in particolare quello causato dalla plastica, e la pesca eccessiva che impatta sulle risorse ittiche. Proprio questa è al centro delle preoccupazioni dei consumatori: il 39% teme di veder sparire le proprie specie preferite.

Se, alla domanda “cosa avete fatto nell’ultimo anno per proteggere gli oceani”, 1 consumatore su 4 ha risposto di avere cambiato brand a favore di uno più attento alla sostenibilità o aver cambiato specie sempre a favore di una più sostenibile, lo sguardo sul futuro è ancora più incoraggiante. L’86% degli italiani è pronto a mettere in campo azioni concrete per proteggere gli oceani, che per un terzo degli intervistati si traduce nell’orientarsi verso brand più impegnati nella sostenibilità e nel basare le proprie decisioni su informazioni precise e puntuali.

Il “marchio blu”

Sempre più attività di pesca, retailer e aziende di produzione e trasformazione entrano nel programma di certificazione MSC per offrire al pubblico prodotti sostenibili. Il programma MSC si basa su rigorosi principi scientifici che stabiliscono, attraverso l’assegnazione di un punteggio, l’effettiva sostenibilità dei prodotti della pesca; quando il processo di certificazione si conclude positivamente, i prodotti potranno avere il marchio blu MSC sulla propria confezione.

La ricerca

Alla sua terza edizione dopo quelle svolte nel 2016 e nel 2018, la ricerca svolta da MSC in collaborazione con Globescan è stata condotta online tra il 7 e il 20 febbraio 2020 su un campione di 20.876 consumatori di prodotti ittici di 23 paesi del mondo: Australia, Austria, Belgio, Canada, Cina, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Giappone, Olanda, Nuova Zelanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Singapore, Sud Africa, Spagna, Svezia, Svizzera, UK e USA.

Da questa ricerca, emerge il ritratto di un consumatore consapevole, pronto a mettersi al centro di un sistema virtuoso in cui la domanda, generata da una moltitudine di voci, spinge il mercato dei prodotti ittici verso la sostenibilità. Questo accadrà solo se sempre più aziende e retailer ascolteranno le richieste dei consumatori, includendo la sostenibilità nella propria strategia di approvvigionamento e fornendo al consumatore un numero sempre più grande di prodotti sostenibili.

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