Pesca di Frodo nel Golfo di Napoli: sequestrati 400 kg di mitili

L’intervento della Guardia di Finanza durante un normale controllo del porto. I responsabili sono stati colti sul fatto nonostante il divieto assoluto di pesca

 

Durante alcuni normali controlli nel Golfo di Napoli, I finanzieri hanno notato un’imbarcazione da diporto, con a bordo tre persone, mentre svolgeva evidentemente pesca di frodo proprio nel porto del capoluogo partenopeo. Come è noto, la pesca in tutti i porti è assolutamente vietata dalla legge, anche perché le acque sono notoriamente ed evidentemente malsane e inquinate a causa delle svariate attività portuali.

Così, la motovedetta delle Fiamme Gialle si è subito avvicinata all’imbarcazione scoprendo a bordo 20 casse di mitili appena pescati e ancora vivi.

Inevitabile il sequestro di circa 400 kg di cozze e dell’attrezzatura usata per la pesca, ovvero un autorespiratore, un tubo in gomma lungo circa 15 m e un motocompressore. Segnalate all’Autorità Giudiziaria invece le tre persone a bordo mentre a ciascuno di loro è stata elevata una sanzione amministrativa che varia da 1000 a 3000 euro.

Le cozze sequestrate sarebbero finite sulle bancarelle improvvisate agli angoli delle strade e vendute agli ignari acquirenti, senza alcuna certezza sulla salubrità e tracciabilità del prodotto, fruttando un introito complessivo che si aggira intorno ai 1000 euro.

L’attività rientra tra i controlli costanti nel golfo dalla parte della Guardia di Finanza, mirati a frenare e bloccare definitivamente la pesca di frodo. In questo, rientra quel pattugliamento che lo scorso anno permise di scoprire una vasta attività illecita organizzata finalizzata alla pesca e vendita di datteri. In quella occasione, la Guardia di Finanza ha portato alla luce un sistema complesso, che aveva devastato l’habitat marino e stava minando pericolosamente l’equilibrio ambientale e persino la stabilità dei faraglioni di Capri.

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