Permacultura Mediterranea: principi di ecologia applicati al territorio

Il corso di Permacultura mediterranea, tenutosi ad Adelfia ha raccolto l’adesione di quanti guardano ad un nuovo modo di fare agricoltura che tenga conto delle relazioni tra tutti gli elementi di un territorio, affinché “cooperino” per il benessere della collettività

«Una cultura non può sopravvivere a lungo senza una base agricola sostenibile ed un’etica dell’uso della terra». Lo diceva Bill Mollison, che coniò il termine permacultura negli anni settanta per indicare un sistema agricolo sostenibile, con cui progettare insediamenti umani in modo da ridurre il lavoro necessario per mantenerli. Tema di grande interesse in un momento storico in cui «la crisi ambientale è reale e le sue dimensioni sono tali che certamente trasformeranno la moderna società industriale in modo irriconoscibile». Assunto principale, questo,  alla base del sistema progettato da Mollison e David Holmgren, che ha incentivato l’ARTI – Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione della Regione Puglia- e l’Azienda Agricola Ignazio Schettini a dare il via a il Laboratorio dal Basso di Permacultura Mediterranea: principi di ecologia applicati al territorio che si è tenuto nelle campagne di Loseto (BA). Un corso rivolto a progettisti, docenti, ricercatori, studenti e a quanti, interessati ai temi della sostenibilità, sentano l’urgenza di guardare ad un nuovo modo di fare agricoltura che, attraverso la progettazione di ecosistemi, tenga conto delle relazioni tra tutti gli elementi di un territorio, affinché “cooperino” per il benessere della collettività.

Secondo i dati di Coldiretti l’agricoltura è ancora caratterizzata da un “ingannevole semplicismo progettuale”

La risposta dei più giovani – Molti giovani hanno risposto in maniera positiva, il che conferma l’attenzione delle nuove generazioni ai settori quali agricoltura e sostenibilità, piuttosto che considerare lavori in banca o in uffici. Secondo un’indagine della Coldiretti risalente al mese di luglio 2013, “l’occupazione giovanile cresce solo in agricoltura che fa segnare un aumento record del 9 per cento nelle assunzioni di giovani under 35 anni  nel primo trimestre del 2013, nonostante gli effetti negativi sulle coltivazioni provocati dal maltempo e i segnali depressivi sui consumi che hanno interessato anche l’agroalimentare”. Nonostante tutto l’agricoltura è ferma ad uno stadio evolutivo anacronistico, caratterizzato da elevata specializzazione, uso delle monocolture e assenza delle pratiche di rotazioni:tutte attività che denotano un modo di considerare l’agricoltura improntato a un ingannevole semplicismo progettuale. Questa carenza di progettazione, i problemi che ne derivano e le soluzioni fallimentari spesso adottate per risolverli hanno portato a diverse conseguenze: perdita di fertilità del suolo e della sua capacità di trattenere l’umidità, minore produttività, distruzione di habitat naturali e perdita della biodiversità. Di fatto l’agricoltura convenzionale ha compromesso quel patrimonio genetico che supportava i meccanismi naturali di controllo dei parassiti.

Il corso è stato condotto da 4 docenti che hanno illustrato i principi base di progettazione in permacultura. Doug Crouch,direttore della scuola di educazione ambientale TreeYo Permaculture; Saviana Parodi, biologa, fondatrice dell’associazione Zebrafarm; Rhamis Kent, insegnante accreditato dall’Istituto di ricerca in Permacultura australiano, Stefano Mattei, cofondatore di Edil Paglia e Aria Familiare.

Un modello etico e solidale – Applicando i principi della permacultura è possibile ridurre notevolmente l’impatto dell’agricoltura sull’ambiente naturale risparmiando tempo, energia e risorse. La permacultura, infatti, attraverso iniziative di progettazione e riprogettazione innovative aiuta a prevenire e minimizzare i problemi legati alle pratiche dell’agricoltura convenzionale, contribuendo a garantire la salute e il benessere delle generazioni di oggi e di quelle future. Una strategia, quindi, ma ancor di più un modo di pensare, che supera il dualismo uomo-ambiente e guarda ad ogni situazione in termini di connessioni fra gli elementi che la compongono, potendosi applicare anche a piccole realtà della vita quotidiana: un balcone, un piccolo orto, un’abitazione urbana; la permacultura è un modello etico e solidale, perché ricerca il benessere dell’uomo e della terra ed è fondato sulla condivisione delle risorse.

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