Performance immersi nel verde e natura come scenografia: l’idea del Green Theatre

Partenone, teatro immerso nel verde

La natura diventa la scenografia ideale dove rappresentare uno spettacolo teatrale. Il lavoro di Mariapia Autorino

 

Mariapia Autorino, attrice e regista ha fondato nel 2013 insieme al regista Roberto De Feo una società di produzione e distribuzione cinematografica “PREM1ERE” con la quale inizia la sua attività di produttore e distributore internazionale di La cortometraggi.

Assistere ad uno spettacolo teatrale in uno spazio amico dell’ambiente e godersi appieno l’esperienza immersi, per quel che si può, nella natura. Un sogno, non ancora una realtà, che però ha suscitato l’interesse di molti operatori del settore tra cui, il produttore cinematografico Mariapia Autorino, che, amante della natura e degli animali, ha incominciato a chiedersi quale possa essere il suo contributo concreto per la salvaguardia dell’ambiente, partendo proprio dal suo settore: il cinema e il teatro. Il desiderio dell’attrice e regista è quello di creare uno spazio dedicato alla cultura e amico dell’ambiente. Si chiama “Green theatre” l’ambizioso progetto che ormai da oltre due anni l’Autorino cerca di concretizzare, superando ogni paura e criticità.

Nel corso dei due anni sono state molte le difficoltà incontrate durante il percorso di realizzazione del progetto a partire dalla lentezza della burocrazia, ai continui rinvii di bandi e classi di concorso, passando per le collaborazioni svanite,  fino ad arrivare alle location soffiate all’ultimo minuto.

Questi sono solo alcuni dei tanti ostacoli che, in passato, ha dovuto affrontare e che, seppur l’abbiano scoraggiata, non hanno spento quel bagliore che la spinge, ancora oggi, a continuare a lottare in difesa dell’ambiente.

Perché avviare un progetto green ora

Alla domanda del perché realizzare adesso un nuovo modo di concepire e fare esperienza del teatro ha risposto : “Il progetto è nato da una mia personale esigenza che mi ha indirizzata verso l’adeguarmi ai tempi in evoluzione. Oggi abbiamo oltrepassato il limite e dobbiamo iniziare a prestare la massima attenzione a tutto ciò che ci riguarda, soprattutto l’ambiente che è lo strumento principale che può veramente rigenerare l’uomo. Se l’essere umano non incomincia a rigenerare l’ambiente, quest’ultimo non potrà continuare a proteggere l’uomo”.

Un risveglio della coscienza che ha dato il là che mancava per mettere in moto un aiuto concreto a sostegno dell’ambiente. In questi termini il progetto spinge verso un duplice obiettivo: da un lato mira a creare nuovi spazi verdi all’interno della città, mentre dall’altro coniuga l’avvio di un’attività imprenditoriale senza scopo di lucro e fondata sul concetto del benessere collettivo, meglio conosciuto come benefit.

L’idea del benefit

L’obiettivo dell’Autorino è quello di creare uno spazio di comunità dove compagnie di attori, musicisti, ballerini e performer condividano esperienze e cultura.

“Dare un profilo più umano a quest’onda di rigenerazione che sta invadendo il mondo”.  È questo, spiega l’Autorino, l’obiettivo delle società benefit. Un’opportunità che il progetto,  da poco messo in cantiere, non può lasciarsi sfuggire. Essere una società benefit significa tutelare il bene comune e puntare alla riduzione degli effetti negativi presenti in una società puntando, invece, a un bilanciamento che comprenda una o più categorie produttive, dal pubblico ai lavoratori passando per l’ambiente e le risorse impiegate. Tutto questo trasposto nel settore dello spettacolo si traduce nel rispetto del lavoro comune non solo con l’accoglienza relazionale ma anche con contratti di lavoro equi e dignitosi.

Il nuovo teatro che sorgerà non sarà il classico politeama in cui il pubblico potrà godersi uno spettacolo, sarà di più. Si trasformerà in un luogo di scambio tra culture ed esperienze artistiche diverse che vedranno protagoniste le più svariate compagnie teatrali che si alterneranno sul palco per provare e fare rete. Da un rudere nascerà una comunità che non sarà solo quella del Green theatre ma anche quella di chi lo frequenta come attori, lavoratori e pubblico. “Se siamo portatori di benessere – afferma – questa forma di attenzione nei confronti dell’altro si moltiplicherà, producendo a sua volta benessere per altre persone e in maniera sempre più ampia”.

La collaborazione

Per la realizzazione del teatro verde, la fondatrice della casa cinematografica Prem1ere Film, si è affidata a un team di esperti del settore green capitanati dall’architetto Eliana De Nichilo, una sua cara amica e come lei molto attenta ai temi ambientali. Insieme, nei giorni che verranno e fino ai primi di luglio, metteranno appunto le criticità del progetto, le soluzioni e muoveranno i primi passi per la stesura di un testo che possa convincere la commissione esaminatrice del bando la cui uscita è prevista a settembre.

Le anticipazioni

L’idea è forte ma anche il timore di incorrere in intoppi non è da escludere. Per questo l’Autorino non si sbilancia nel rilasciare dettagli riguardanti il progetto. Quello che sappiamo è che la struttura, un semi-rudere, sorgerà in una location a pochi passi dal centro ma in una zona immersa nel verde, situata in un posto dedicato a una persona che, come sottolinea l’Autorino, ha fatto tanto per la nostra città. Una scelta pensata per consentire la fruizione del teatro al maggior numero possibile di cittadini, che potranno raggiungerla tranquillamente a piedi o utilizzando mezzi pubblici. La seconda anticipazione, che siamo riusciti a strappare con un sorriso, è che il nome c’è. Non l’ha rivelato “per scaramanzia” ma è ispirato a un grande autore del teatro mondiale che porta un nome assolutamente green. Lasciamo a voi l’intuizione.

Primo passo verso la tutela dell’ambiente

Il Green theatre sarà attento al consumo di energia e utilizzerà impianti specifici per ridurre l’impatto ambientale.

L’obiettivo del progetto è quello di cercare di rendere il teatro ecosostenibile in ogni suo aspetto, dalla sua progettazione fino alla sua realizzazione. Accorgimenti specifici riguarderanno la scelta dei materiali, anch’essi di recupero o a bassissimo impatto ambientale e la scelta di impianti di illuminazione a basso consumo.

Un’attenzione particolare sarà rivolta alla scelta delle Opere e della drammaturgia che sarà protagonista della futura programmazione teatrale che punterà all’essenza della rappresentazione e della live action. In tal senso si eviteranno periodi storici barocchi e ricchi di tendaggi, tessuti, sedie, tavoli e grandi pitture monouso per focalizzarsi sul tema e sull’atto teatrale.

Il nuovo teatro, un punto di partenza per la città

Una volta realizzato, il nuovo politeama cittadino, potrebbe diventare uno dei primi esempi di teatro totalmente green, costruito e alimentato con modalità conformi al rispetto dell’ambiente e delle persone che lo frequentano. “Sarà – conclude l’Autorino – un esempio della volontà di ripartire da un punto. Se questo poi nasce in un quartiere, particolare, il suo messaggio sarà ancora più forte”.

Insomma questo progetto ambizioso potrebbe rappresentare un punto di partenza per la città e, di conseguenza, innescare una reazione a catena amica dell’ambiente. Quel che è certo è che una volta realizzato rappresenterà un nuovo modo di percepire e vivere l’esperienza teatrale stando a contatto con l’ambiente.

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