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Per i rifiuti RAEE? C’è ReMedia

Un tasso di raccolta del 37%. Un tasso di riciclo del 91%. Emissioni di anidride carbonica evitate nell’ordine di 182.300 tonnellate e il 98,5% come performance nella puntualità del servizio ai Centri di raccolta comunali. Con un risparmio di energia per 22.350 TEP (tonnellate equivalenti di petrolio) ossia 260mila Mwh. ReMedia è il Consorzio nazionale per la gestione di Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) e di Pile e Accumulatori (PA) a fine vita. E questi sono i suoi risultati, quantificati in collaborazione con l’Istituto di Ricerca Ambiente Italia all’interno del “Report Sostenibilità 2010”.

Un'immagine della campagna di sensibilizzazione per il corretto smaltimento dei PAED promossa da ReMedia

Dove mettere il rasoio? – Nel 2010 ReMedia ha celebrato il suo quinto compleanno, conseguendo la certificazione ISO 9001 e ISO 14001, grazie alla garanzia di servizi di trasporto e trattamento secondo modelli operativi di eccellenza (VRS) e un sistema integrato qualità e ambiente. In tre anni di operatività, ha garantito alla collettività la gestione eco-sostenibile di 120mila tonnellate di RAEE Domestici e di 5mila tonnellate di RAEE Professionali. Espressione diretta delle imprese chiamate ad adempiere agli obblighi di legge relativi a RAEE (d.lgs 151/2005) come anche a pile ed accumulatori (d.lgs 188/2008), Remedia rappresenta l’impegno ambientale di oltre 1000 aziende associate. E da metà luglio rende possibile anche ai privati soluzioni per dare il giusto indirizzo ai rifiuti elettronici senza nascondersi più dietro la scusa “non so proprio dove buttarli!”. È nato così il sito apposito www.remediapervoi.itche fornisce chiare indicazioni sulla piazzola ecologica di smaltimento più vicina a casa, oltre a utili consigli e istruzioni, in vista di risultati ancora milgiori per la campagna di raccolta 2011, che da settembre coinvolgerà oltre 500 istituti in tutta Italia nel progetto di sensibilizzazione ludico-didattico “ReMedia Scuola”.

Italiani fanalino di coda – E le potenzialità economiche-ambientali derivanti da un recupero di questo tipo delle materie prime vengono messe in luce proprio da uno studio recentemente presentato da ReMedia e GFK Eurisko, in collaborazione con AssoRaee e Remade in Italy. Dalla ricerca “Gli italiani e il riciclo dei Piccoli Elettrodomestici (PAED): comportamenti dei consumatori, risultati della raccolta e potenzialità del riciclo” è evidente il gap con la raccolta a livello europeo proprio per quel che riguarda i PAED: piccoli elettrodomestici per la cura della casa e della persona, personal computer, stampanti, telefoni e cellulari, prodotti per l’home video e la riproduzione musicali, giochi elettronici ed elettroutensili. Sotto la media del 26%, al 16,8% il tasso di raccolta italiano, con 37mila tonnellate di PAED riciclate nel 2010 a fronte delle 220mila immesse sul mercato. Un dato che si spiega probabilmente imputabile ad una più bassa densità dei centri raccolta (0,8%, con punte di 0,3% al Sud, contro una media europea dell’1%) e alla mancanza di informazione: solo il 53% degli italiani conosce l’obbligo di ritiro gratuito del riiuto Raee da parte del negoziante e soltanto 1 su 5, a fronte dell’acquisto di un nuovo apparecchio elettronico, si è avvalso di questa modalità.

Il grafico evidenzia il gap italiano rispetto al resto d'Europa

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