Per 90mila euro venduta all’asta la spiaggia di Santo Stefano

La spiaggia dell'isola di Santo Stefano nell'Arcipelago della Maddalena

È caccia al nome dell’imprenditore romano che si è aggiudicato una parte dell’isola tra le più belle d’Italia, Santo Stefano. Tre ettari di sabbia finissima e bianca, piccole dune, rocce di granito ricoperte da arbusti di macchia mediterranea e una vista mozzafiato su uno degli arcipelaghi più affascinanti e meravigliosi d’Europa: l’Arcipelago di La Maddalena, in Sardegna.
L’area, con accesso al mare e una spiaggia privata che confina con uno dei più esclusivi villaggi vacanze, è stata messa all’asta dal giudice per le esecuzioni immobiliari del Tribunale di Tempio Pausania.
Nel corso dell’asta giudiziaria il magistrato ha ricevuto una sola offerta di 90 mila euro, più qualche migliaio di euro per le spese, da un imprenditore romano che si è aggiudicato una piccola ma affascinante parte dell’isola di Santo Stefano, considerata una delle più belle gemme del Mediterraneo.
Più che un acquisto per investimento si è trattato di un acquisto da “amatori”. Proprio quella porzione di isola ha ospitato per un trentennio la base della Marina degli Stati Uniti e, sottoposta a vincoli ambientali, naturalistici e militari è una zona non edificabile. Nulla vieta però al nuovo proprietario di poter raggiungere la spiaggia via mare attraccando la propria barca al vecchio pontile di Est costruito nel 1920 dai Sarra, i vecchi proprietari dell’isola, che lo avevano realizzato per trasportare via dall’isola il granito che estraevano.

La spiaggia dell'isola di Santo Stefano acquistata dallo sconosciuto imprenditore

Lo scorso anno uguale sorte era toccata Spargi, comprata ad aprile dall’imprenditrice di Chiusi Sara Sorbino, che ha offerto 127 mila euro per una parte dell’isolotto.
Adesso resta solo Serpentara, un altro famoso isolotto a Sud della Sardegna che pare nessuno voglia, di proprietà di una società immobiliare che ha dichiarato fallimento da tempo e posta in vendita dal Tribunale civile di Cagliari ad un prezzo base di 600 mila euro. Per tre aste non è stata presentata alcuna offerta.
Serpentara, un’isola di granito di 134 ettari non edificabili, dalle coste rocciose, lunghe e sinuose è da tempo disabitata. Tra rigogliosi arbusti di macchia mediterranea si ergono i resti della Torre di San Luigi e un fortino spagnolo.
Il pregiato granito sardo è stato utilizzato da Arturo Dazzi durante il fascismo per scolpire il busto di Costanzo Ciano su richiesta di Benito Mussolini. Ciano è stato uno dei più importanti gerarchi fascisti e il regime nel 1941 gli dedicò un mausoleo a Monteburrone in provincia di Livorno.
La statua alta 13 metri, secondo i piani del Duce, avrebbe dovuto essere posta sul mausoleo accanto ad un altissimo fascio littorio. Gli scalpellini della cava di Villamarina, di proprietà della famiglia Serra, cominciarono l’opera sotto la supervisione del grande artista del regime Arturo Dazzi ma con la caduta del fascismo i lavori furono sospesi e il busto dell’eroe di Buccari fu abbandonato nella cava, dove si trova tuttora.

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