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Pendolaria 2009 – Rapporto di Legambiente

Sono oltre 2milioni e 630 mila le persone che ogni giorno prendono i treni per motivi di lavoro e studio sulle linee regionali. E sono centinaia le linee della rete ferroviaria italiana in cui circolano treni pendolari gestiti da 21 concessionari diversi.

Passeggeri in stazione

Passeggeri in stazione

Tra il 2007 e il 2009 i passeggeri che viaggiano su queste linee sono cresciuti dell’8,2%, con duecentomila viaggiatori in più, e soprattutto sono la principale voce della domanda di trasporto ferroviario in un rapporto di 9 a 1 rispetto ai passeggeri trasportati ogni giorno sulle linee a lunga percorrenza (2milioni630mila contro 300mila). Sono le cifre che Legambiente ha raccolto nel corso della campagna Pendolaria, giunta quest’anno alla quarta edizione. Il plauso dell’associazione ambientalista va ai cittadini perché la loro scelta di usare la strada ferrata piuttosto che la propria auto, permette di avere città meno congestionate e meno inquinate e soprattutto contribuisce a ridurre il peso dei trasporti rispetto alle emissioni di CO2 in Italia (aumentate del 28% rispetto al 1990). Il rapporto di Pendolaria vuole dare visibilità ai pendolari e forza a una battaglia di civiltà come quella di avere nelle città italiane treni nuovi, più numerosi e puntuali per chi viaggia, carrozze pulite e non sovraffollate, servizi migliori nelle stazioni, maggiori  informazioni ai viaggiatori, collegamenti e tariffe che migliorino gli spostamenti quotidiani riducendo il bisogno del mezzo privato. I risultati del monitoraggio di Legambiente sono stati pubblicati proprio mentre a Copenhaghen si sta discutendo di un trattato internazionale sulla riduzione delle emissioni di CO2 che impegni finalmente tutti i Paesi nella lotta ai cambiamenti climatici. Ma l’Italia è l’unico Paese in Europa che finanzia strade e autostrade con risorse pubbliche che sono doppie rispetto a quelle previste per le ferrovie nazionali e regionali.

Un momento di alta densità di traffico automobilistico

Un momento di alta densità di traffico automobilistico

A leggere i dati di quanto finanziato dal 2002 al 2009, suddivisa tra strade, ferrovie e metropolitane sembra esserci stata una precisa strategia della mobilità che, nel nostro Paese, ha puntato a far crescere il traffico su gomma nei prossimi anni. I finanziamenti da parte dei Governi che si sono succeduti in questi anni, hanno premiato per il 67% gli investimenti in strade e autostrade. E questa scelta è confermata dagli investimenti realizzati con fondi propri da quasi tutte le Regioni italiane (Campania e Puglia escluse). Legambiente ha denunciato con forza lo sperpero di denaro pubblico realizzato nei cantieri della TAV, lo scandalo di appalti dati senza gara a consorzi che avevano tutto da guadagnare dalla lievitazione dei costi di costruzione e dei tempi dei cantieri, la vergogna di progetti approvati senza una vera valutazione di impatto ambientale. E si è costituita parte civile nella vicenda dei danni ambientali provocati dai cantieri sulla tratta Firenze-Bologna. Ma tutto questo non toglie che oggi i circa 1.000 chilometri di nuove linee tra Torino e Salerno sono una risorsa da valorizzare, dicono gli stessi ambientalisti, i quali sono contenti di poter verificare i risultati dell’entrata a regime della tratta Roma-Napoli.

Perché, in questi anni, mentre il traffico sull’intera rete autostradale  aumentava di quasi il 6%, qui si è ridotto, con una crescita complessiva del trasporto su ferro. Nel rapporto Pendolaria 2009 si legge che al posto del ponte sullo stretto di Messina, si potrebbe quadruplicare la tratta Voltri-Nervi, completare l’anello ferroviario di Roma e il raddoppio dei binari nelle linee FR per i Castelli, Viterbo, Guidonia, realizzare il nodo ferroviario  di Bari con  l’interramento dei binari tra Palese e S.Spirito, ed eseguire le varianti di tracciato da Bari Centrale a San Giorgio, costruire la circumetnea di Catania, potenziare la linea Gallarate-Rho (Milano),interrare la linea Cumana di Napoli e completare la linea 6 della metropolitana, costruire i passanti ferroviari di Palermo e di Torino, e tutto con la stessa spesa: 6.080 milioni di euro.

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