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Patologie ambientali, l’opinione del legale

Fin all’antichità l’essere umano si è progressivamente adattato a vivere fronteggiando poche centinaia di molecole o elementi chimici nocivi di origine naturale e a livelli esigui di agenti fisici presenti in natura. Dopo la rivoluzione industriale, l’uomo si è trovato di fronte a centinaia di migliaia di nuove molecole che produce e disperde nell’ambiente a concentrazioni esagerate e a livelli di agenti fisici prima impensabili.

Questo progresso, da un lato, rende la vita dell’umanità più comoda, confortevole e allungata rispetto a epoche precedenti ma, dall’altro lato, esposta e seri problemi di salute, come documentato da una recente ricerca della Commissione Europea per la Salute.

Uno di questi pericoli arriva dall’amianto, un cancerogeno emblematico di questo fenomeno socio-sanitario che provoca patologie neoplastiche. L’insieme dei moltissimi altri veleni presenti nell’ambiente porta alla perdita della tolleranza da parte dell’essere umano geneticamente predisposto alla condizione clinica che viene definita MCS (Multiple Chemical Sensitivity) quando è esposta ripetutamente anche ad esigue concentrazioni dei veleni. Questa sindrome, prevenibile ma non reversibile, si manifesta con un quadro multi sistemico, cioè nessun compartimento organo del corpo umano  rimane indenne ma i sintomi variano da un soggetto all’altro, fenomeni che rendono difficile l’approccio diagnostico.

Oggigiorno, le patologie da amianto, così come l’MCS, presentano al ricercatore,oltre che all’uomo della strada, aspetti critici sia sul piano socio-sanitario sia giuridico-legale. I problemi descritti sono stati presentati dall’avvocato Ezio Bonanni e il prof. Giancarlo Ugazio, Coordinatore Scientifico Nazionale per le Patologie Ambientali, nel volume “Patologie ambientali e lavorative. MSC – amianto & giustizia”.

Quante vite umane potrebbero essere risparmiate, tra la gente predisposta a contrarre la condizione clinica dell’MCS ma ignara, attraverso la consapevolezza dei rischi dell’inquinamento dell’ambiente?

La risposta dell’avvocato Ezio Bonanni nel video allegato.

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