Pasqua e la coscienza collettiva

Foto di Roy N da Pixabay

Questa è una delle tante rappresentazioni del volto di Gesù Cristo.

Uno sguardo penetrante, ma anche dolce e rassicurante. Questa immagine dà anche tranquillità e serenità a chi la guarda. C’è un velo di tristezza ma anche di speranza.

La particolarità di questa immagine è che anche chi non è cristiano o è ateo, riconosce in questi lineamenti gli stessi sentimenti, gli stessi stati d’animo.

Gli eventi che stanno accadendo in questo momento sulla Terra, le guerre, le carestie, le violenze, i cambiamenti climatici, l’inquinamento, con qualunque credo li vediamo, suscitano in noi gli stessi sentimenti.

Pur avendo quindi idee diverse, tutti cerchiamo le stesse cose e abbiamo le stesse reazioni.

Questo suggerisce che probabilmente dobbiamo mettere da parte la soggettività a favore dell’oggettività. Forse solo in questo modo potremo risolvere rapidamente i nostri problemi, i problemi della Natura, i problemi del mondo.

Ragionare in collettività. Un concetto che rientra nella coscienza collettiva, che è ciò che ci ha permesso, prima del Web, di condividere istantaneamente le nostre scoperte ai poli opposti del mondo. Ciò ci ha fatto crescere. Siamo, quindi, a livello metafisico, tutti connessi. Non soltanto tra di noi, ma anche con il mondo che ci circonda. È fin troppo evidente. Siamo tutti parte della stessa sostanza.

Riflettiamo su tutto questo, anche per un solo minuto.

Buona Pasqua!

 

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