Parte a Bari la raccolta degli oli alimentari esausti

L’olio alimentare esausto è considerato “rifiuto non pericoloso” ma se disperso nell’ambiente, può recare seri danni all’ecosistema

Per incentivare la raccolta e il conferimento di rifiuti differenziati, l’Amministrazione comunale di Bari ha organizzato un concorso a premi per coinvolgere famiglie, single, giovani coppie e sportivi. Nel concorso sono interessati i centri di conferimento cittadino, i quali, a fronte della consegna di una certa quantità di rifiuti differenziati, assegnano buoni spesa da utilizzare presso la Coop.

Vista l’adesione notevole della cittadinanza, alla scadenza della prima prova, l’assessore Pietro Petruzzelli ha voluto rassicurare i cittadini «non c’è mai stata volontà, da parte dell’Amministrazione, di interrompere il processo di premialità, anzi, molto prima della data di scadenza ci siamo attivati per intraprendere nuove iniziative simili».

In questi giorni l’assessore all’Ambiente sta incontrando i responsabili commerciali di IKEA e Decathlon per testare la loro disponibilità ad aderire, in aggiunta alla Coop, a un nuovo concorso che preveda sconti e buoni da spendere anche presso gli store baresi. Allo stesso tempo l’azienda di raccolta di rifiuti sta attivando le necessarie procedure burocratiche presso l’Agenzia delle entrate. Nel frattempo, le buone politiche per la raccolta differenziata si sono arricchite di un nuovo capitolo dedicato al corretto conferimento degli oli esausti.

«Grazie alla collaborazione tra Amiu e Raccolio, è partitoprosegue Petruzzelli – il progetto di raccolta degli oli vegetali esausti, promosso dal Banco delle Opere di Carità in collaborazione con il mio assessorato. Attraverso il posizionamento dei primi quattro contenitori dedicati presso le parrocchie convenzionate – San Marcello a San Pasquale, San Rocco a Libertà, San Giuseppe a Madonnella e Resurrezione a Japigia – i cittadini potranno conferire gli oli di tipo domestico purché raccolti in contenitori di plastica».

La quantità di olio raccolta in ogni parrocchia sarà calcolata con un formulario che accompagna ogni trasporto, alla fine di ogni mese. Il Banco delle Opere di Carità, riconoscerà alle parrocchie un corrispettivo economico proporzionale alle quantità di olio esausto raccolto. «I contributi – conclude Petruzzelli – «saranno erogati in buoni acquisto che potranno essere utilizzati per sostenere gli indigenti della città».

L’olio alimentare esausto è un residuo costituito prevalentemente da olio delle fritture, olio delle conserve, olio del tonno in scatola che, esaurito il ciclo di utilizzo, è considerato “rifiuto non pericoloso” ma se disperso nell’ambiente, può recare seri danni all’ecosistema. Sversati negli scarichi fognari, infatti, gli oli esausti rendono meno efficace il processo di depurazione dell’acqua; defluiti direttamente nei corsi d’acqua creano un velo in superficie che impedisce il naturale scambio dell’ossigeno con l’aria, con gravi conseguenze a flora e fauna.

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