Parma, nasce “Il Bosco del Mulino” per dipendenti e cittadini

Sta sorgendo accanto allo stabilimento di Agugiaro&Figna Molini di Collecchio, in provincia di Parma. Rientra nel progetto di creare boschi dove ci sono terreni liberi nel territorio del capoluogo emiliano

Creare boschi perenni in tutto il territorio di Parma e provincia, laddove ci siano terreni, pubblici o privati, liberi e disponibili, mettendo a dimora almeno 100.000 piante entro il 2025.

È questo il progetto del Consorzio Forestale KilometroVerdeParma, nato nel maggio 2020, a cui aderiscono 55 soci, tra imprese, enti, associazioni ambientaliste, tra i quali c’è il socio ordinario Agugiaro & Figna Molini, che sta realizzando a Collecchio “Il Bosco del Mulino”. Evidenti sono i benefici per tutta la comunità, dal miglioramento della qualità dell’aria e del suolo alla sottrazione di anidride carbonica all’atmosfera, dalla riduzione dello stress idrico alla  mitigazione  delle temperature in alcuni momenti dell’anno, passando per la creazione di ambienti urbani più belli e vivibili.

Secondo Agugiaro in questo delicato momento storico non è soltanto importante “compiere azioni” e assumere “atteggiamenti responsabili”, ma anche ampliare il concetto di economia circolare  attraverso  progetti  che  possano  includere  al  loro  interno  altri  modelli virtuosi e condivisi.

Come nasce il bosco

Il Bosco del Mulino è un’area a disposizione di cittadini e dipenenti del mulino

“Il Bosco del Molino” contiene in sé vari significati e differenti messaggi: è nato dalla collaborazione fra Cinsa (Consorzio Interuniversitario Nazionale Scienze Ambientali) e l’azienda molitoria ed esprime di per sé la volontà di dare una forte connotazione scientifica. È il frutto della condivisione di menti illuminate nello studio del suolo, nella realizzazione di progetti ambientali rispettosi dell’ambiente e della biodiversità. A partire proprio dalla sua realizzazione, durante la quale sono stati utilizzati materiali ecosostenibili: l’utilizzo della paglia per la pacciamatura (ovvero l’operazione attuata in agricoltura e giardinaggio che si effettua ricoprendo il terreno con uno strato di materiale, al fine di impedire la crescita delle malerbe); le piante sono protette con materiale naturale, evitando così l’utilizzo della plastica; gli spazi fra le piante son realizzati nel rispetto delle biodiversità per permettere la sua salvaguardia e favorire il suo sviluppo. Sarà un luogo di condivisione per i dipendenti che avranno uno spazio aperto dove trascorrere il loro tempo, offrendo a più soggetti esterni la possibilità di utilizzarlo, condividendo i momenti di conoscenza e d’informazione che saranno organizzati al suo interno attraverso seminari, convegni, incontri.

Le caratteristiche del bosco

Le piantine sono protette dalle intemperie con metodi naturali ed ecosostenibil

Il Bosco, di 13 ettari, dà dimora a 18mila alberi fra arbusti, alberi ed essenze officinali e  permetterà all’assorbimento di  220.000 kg  all’anno  anno  di  CO2 ,  compensando le emissioni totali degli impianti dell’azienda nello svolgimento delle attività di trasformazione del grano. Sarà riprodotto il 96% della biodiversità del Bosco del Taro.

Il Bosco diventerà l’estensione della vita aziendale per i dipendenti, per gli alunni delle scuole dell’Emilia Romagna sarà un luogo d’incontro e confronto per affrontare temi riguardanti l’educazione ambientale, il rispetto e la conoscenza dell’ecosistema.

Il progetto che sarà inaugurato il 21 novembre in occasione della giornata nazionale degli alberi, rappresenta soltanto uno dei modelli virtuosi applicati dall’azienda che ha quattro sedi in Italia (Curtarolo, Collecchio, Magione  e  Cremona).

 

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