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Parco Natura Viva polo del turismo naturalistico

400mila presenze e un aumento del 19% rispetto ai dati 2013. Numeri confortanti; nonostante la crisi, il Parco Natura Viva, a Bussolengo, non lontano dal Lago di Garda, regge l’economia grazie al turismo green.

Il Parco Natura Viva ha chiuso il 45° anno di attività con una conferenza stampa alla quale sono intervenuti il direttore scientifico dell’ente Cesare Avesani Zaborra, il presidente del Consorzio Turistico del Lago di Garda Paolo Artelio e Caterina Spiezio, responsabile del Settore Ricerca e Conservazione del Parco Natura Viva

Il giardino zoologico, moderno centro di tutela delle specie animali minacciate in natura, incastonato fra le colline moreniche del Lago ha chiuso il 45° anno di attività con una conferenza stampa svolta questa mattina alla Loggia Rambaldi di Bardolino. «Nonostante la provenienza geografica si divida quasi in egual misura fra turisti italiani e stranieri (questi ultimi il 49% del totale) – ha detto Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico dell’ente – il comune denominatore che giustifica il segno più del nostro bilancio è il desiderio di avvicinarsi e scoprire la natura per arricchire la propria esperienza di viaggio».

I dati confortano che è stato il turismo naturalistico a registrare il maggior numero di arrivi nel corso di quest’anno, nel circuito del Lago di Garda. «Andamento in linea anche con il resto del territorio gardesano – ha confermato il presidente del Consorzio Turistico del Lago di Garda Paolo Artelio -; gli oltre nove milioni di presenze rilevate quest’anno registrano richieste in crescita per i percorsi enogastronomici, rurali e sportivi a contatto con la natura. Ma non dobbiamo mollare la presa. Vicino a noi ci sono altre destinazioni che si preparano a diventare dei competitors».

Nel corso dei suoi 45 anni il Parco Natura Viva è diventato un modello di salvaguardia ambientale e biodiversità animale. «Questo passa forzatamente attraverso l’uso sostenibile delle risorse a nostra disposizione – ha spiegato Avesani Zaborra -. Abbiamo eliminato per oltre il 90% l’approvvigionamento di energia da fonti fossili, attuando una metanizzazione del Parco quasi totale e, nel 2015, ci dedicheremo all’ottimizzazione delle acque reflue, perché questa risorsa non vada più persa. Sarà una rivoluzione green che arriverà nel tempo anche all’eliminazione delle auto private dalla zona dedicata al Safari» ha concluso il direttore scientifico.

Gli ibis eremita

Una rivoluzione strutturale che pone la ricerca scientifica per la conservazione delle specie a rischio al centro delle attività del Parco. «Lo studio delle specie in un ambiente controllato come questo, è uno degli obiettivi fondamentali di un moderno parco zoologico – è intervenuta Caterina Spiezio, responsabile del Settore Ricerca e Conservazione del Parco Natura Viva -. Questo consente di ampliare conoscenze biologiche, migliorare il benessere degli individui ospitati e, nel caso ci siano le condizioni, provvederne le reintroduzioni in natura. Come è avvenuto quest’anno per i due esemplari di bisonte europeo Ulisse ed Enea, per il grifone Acale e per gli Ibis eremita che ora volano nei cieli della Toscana».

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