Parco in Tanzania, più protetto ma in pericolo

In Tanzania, se WWF e UNESCO sono riusciti a migliorare le condizioni di vita di tutti gli abitanti della riserva Selous, una diga potrebbe rovinare tutto

 

parco in tanzania
Elepanti Loxodonta africana) nella riserva di Selous, Tanzania

WWF ed UNESCO festeggiano per i progressi fatti dal governo nella riserva Selous in Tanzania. Gli sforzi per aumentare il numero di elefanti, combattere il bracconaggio e difendere la flora e la fauna all’interno della riserva hanno portato ottimi frutti. Ma ciò che preoccupa maggiormente la 41esima sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale tenutosi nei giorni scorsi a Cracovia è la necessità di costruire una diga idroelettrica nella Gola Stiegler sul fiume Rufiji.

La politica ambientalista si scontra con quella industriale

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La costruzione di una diga idroelettrica nella Gola Stiegler sul fiume Rufiji, metterebbe a rischio l’ecosistema della riserva Selous

Ovviamente, la struttura ha un grande impatto ambientale. Sicuramente necessaria per la popolazione, circa un milione di abitanti, e per il suo sviluppo, ma la sua realizzazione comprometterebbe in maniera invasiva ed irreparabile l’habitat di numerosissime specie animali e vegetali. Inoltre la continua costruzione e lo sfruttamento di infrastrutture industriali fortemente volute dalla politica di sviluppo economico del presidente della Tanzania John Magufuli, in carica dal 2015, tiene costantemente in allarme l’UNESCO. Per queste ragioni, la Commissione ha chiesto al governo di elaborare una valutazione di impatto ambientale e di considerare tutte le opzioni a disposizione per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ed ecosostenibili.

Il parco in Tanzania sviluppa ecoturismo

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Giraffes (Giraffa camelopardalis) in Selous Game Reserve, Tanzania.

La riserva, che con i suoi 54.600 km² è uno dei parchi faunistici più grandi del mondo, rappresenta un’area naturale e selvaggia importantissima, ricca di biodiversità, che sviluppa da tempo grandi opportunità di ecoturismo.

Il governo, nonostante si sia speso molto per tutelare il parco, contemporaneamente ha però rilasciato concessioni per l’estrazione di petrolio e gas che minacciano seriamente la sopravvivenza del parco e di tutti i suoi abitanti.

Alla ricerca di una nuova economia ambientale

Alla luce di questa paradossale dicotomia, il WWF e l’UNESCO stanno cercando insieme al governo soluzioni sostenibili che facciamo crescere la Tanzania. Sicuramente, l’impulso delle nuove economie ecosostenibili mondiali e le politiche ambientali globali, mirate all’utilizzo di fonti rinnovabili naturali, potrebbe aiutare la Tanzania, e non solo, a rivedere ed abbandonare le vecchie dinamiche industriali nell’ottica di nuove forme di sviluppo economico, anche in ambito eco-industriale, che tutelino l’ambiente in toto e sviluppino reddito in crescita costante per le popolazioni locali.

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