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Parco ex gazometro: bello ma incompleto

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parco ex gazometro
L'idea progettuale del Parco ex gazometro presentata dalla Consulta per l'Ambiente

Presentato il progetto del parco che sorgerà a Bari sul sito dell’ex gazometro. Perplessità per un’area non inserita

Bello ma incompleto. È il parco che nascerà, entro la fine del 2018, nell’area dell’ex gazometro di Bari. La zona incastonata tra i palazzoni nella fascia che va da via Mazzini a via Napoli è interessata ancora da operazioni di bonifica per la presenza nel sottosuolo di idrocarburi e altre sostanze inquinanti.

Due milioni di euro per il parco ex gazometro

Ma con la firma del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, è arrivata l’ufficialità del finanziamento destinato a progetti di riqualificazione delle periferie della città metropolitana, che mette a disposizione 40 milioni di euro per lavori ai rioni San Paolo e Libertà, di cui due destinati al parco. La notizia è stata data direttamente dal presidente del Municipio I, Micaela Paparella, e dall’autore del progetto, l’ingegner Fabrizio Cuccovillo, al centinaio di partecipanti, tra semplici cittadini del quartiere e rappresentanti della Consulta comunale all’Ambiente, all’incontro programmato nella parrocchia di San Bartolomeo, cui ha preso parte anche l’agronomo Oscar Carofiglio.

Ex gazometro, archeologia industriale
La struttura dell’ex Gasometro, ora abbattuta, venne costruita nel 1865

L’area dove sorgerà il parco fu destinata, alla fine dell’800, alla realizzazione del gazometro utilizzato per portare il gas nelle case cittadine, prima dell’avvento del metano. La conversione potrà regalare una piccola boccata di ossigeno a un quartiere che necessità come pochi di spazi verdi fruibili. Ma assieme all’ufficialità dell’arrivo del finanziamento, con la presentazione e la discussione del progetto preliminare, è arrivata anche la conferma che il parco non coprirà tutta la superficie a disposizione.

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Su circa 20 mila metri quadrati, infatti, ne rimarranno 4 mila che, per i cittadini della Consulta, sono ancora a rischio. Il rischio, non ancora sventato ufficialmente, infatti, è quello che sorga su quello spazio un autosilo, come da accordi presi in passato tra il Comune, proprietario, e la società Ferrotramviaria, concessionaria. Un problema sottolineato nuovamente, durante l’incontro nella parrocchia del Libertà, dall’intervento di Filippo Notarnicola, membro della Consulta e coordinatore del tavolo tematico che ha prodotto sia la proposta progettuale consegnata a Palazzo di Città a maggio 2016, sia le osservazioni – a settembre – al progetto preliminare. Osservazioni che  non sono state recepite. Da precisare che la costruzione dell’autosilo rientra in un vecchio accordo di programma Comune/Ferrotramviaria ormai superato.

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parco ex gazometro
L’idea progettuale del Parco ex gazometro presentata dalla Consulta per l’Ambiente

L’intervento di Notarnicola e di chi faceva notare l’opportunità di rivedere l’inserimento di alcune piante allergeniche come i cipressi – ha fatto da contraltare alle istanze presentate da altri cittadini: dalla sicurezza alla manutenzione del parco, dalla necessità di una recinzione e della guardianìa a quella della videosorveglianza, per passare poi proprio all’annoso problema dei parcheggi che, nella adiacente via Mazzini, sarebbe acuito dalla bella “presenza dei grandi platani”.

C’è l’impegno del Comune?

«Sono sicura – spiega a margine dell’incontro la presidente del Municipio I, Micaela Paparella –, che la questione si risolverà per il meglio. L’assessore comunale all’Urbanistica, Carla Tedesco, e la Giunta comunale sono impegnati in questo senso. Purtroppo per adesso il progetto non può riguardare quello spazio, finché non si avrà chiarezza sulla vicenda. So che la volontà del Comune è comunque quella di integrare quella parte rimanente all’interno del parco». Proprio il Municipio I ha più volte annunciato la presentazione di una delibera tesa a sostenere la proposta progettuale del parco “targata” Consulta e a scongiurare la costruzione del famigerato autosilo. Rimangono i numeri e le caratteristiche di un progetto che «entro un anno dall’assegnazione della gara d’appalto – ha spiegato Cuccovillo – dovrà realizzarsi».

Giochi e relax per tutte le età

In cantiere ci sarà la piantumazione di 133 nuovi alberi, 5.240 tra arbusti, erbe e siepi, 5 mila 760 metri quadrati di prato e ancora panchine, due zone per la sgambature dei cani, grandi e piccoli, 400 metri di pista ciclabile, panchine artigianali, zona relax, fitness, attrezzi per fare ginnastica, anfiteatro, parkour, bagni, punto ristoro, giochi per bambini con panchine per adulti a vista, muretti a secco, tavoli in legno  e posti per lasciare le proprie biciclette, con ingressi da via Mazzini, via Napoli e nella perpendicolare via Zampari. A ciò si aggiungono il viale alberato, il giardino esotico mediterraneo e quello dei pergolati e le fioriture, per un spazio verde salvato, si spera, per intero dal cemento, usufruibile da cittadini di tutte le età.

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