Parco ex Fibronit a Bari e forestazione urbana a Lecce, la qualità dell’aria ci guadagna

L'area su cui potrebbe non sorgere il Parco della Rinascita a Bari (foto dal profilo Facebook del Comitato cittadino Fibronit)

La Giunta regionale approva l’Accordo di Programma per l’adozione di misure per il miglioramento della qualità dell’aria nella Regione Puglia. Interventi nell’area ex Fibronit e lungo la tangenziale di Lecce

 

Due luoghi della città simbolo di inquinamento e degrado che diventeranno due aree naturali e fruibili. Così l’area in cui a Bari sorgeva la Fibronit, l’imponente stabilimento che realizzava manufatti in amianto, potrà diventare definitivamente un grande parco verde. Allo stesso modo una forestazione urbana sarà realizzata in un’area degradata lungo la tangenziale di Lecce. 

Oggi la giunta regionale, su proposta dell’assessorato all’ambiente, guidato da Anna Grazia Maraschio, ha infatti approvato l’“Accordo di Programma per l’adozione di misure per il miglioramento della qualità dell’aria nella Regione Puglia” e l’erogazione dei fondi ministeriali assegnati alla Regione. Si tratta di 4 milioni di euro. Il cuore dell’accordo sono i 3 milioni e 600mila euro assegnati al Comune di Bari per lo sviluppo di aree verdi e sistemi di biorisanamento nell’area ex Fibronit e la realizzazione del primo lotto di un parco multifunzionale sempre nella stessa area.

Tre milioni e 600mila euro per il Parco della Rinascita

L’assessora all’ambiente Anna Grazia Maraschio insieme al governatore della regione Puglia Michele Emiliano

“Questo Accordo di Programma ci aiuta a guadagnare ancora di più un’idea dello sviluppo del territorio al cui centro devono esserci beni comuni fondamentali come la salvaguardia degli ecosistemi, la protezione dall’inquinamento ambientale ed i modelli di sviluppo tecnologicamente sostenibili” – ha dichiarato il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano – Oggi permettiamo con questo finanziamento che su quei terreni che un tempo ospitavano la Fibronit, possa nascere un grande Parco urbano. Si tratta per noi di un risarcimento alla città di Bari e nei confronti di chi ha pagato con la vita la presenza di una industria che nel corso degli anni ha inquinato l’ambiente.

“Un luogo drammatico, uno dei simboli che per anni ha macchiato l’immagine della Puglia e la salute dei cittadini, diventerà uno dei giardini urbani più grandi e importanti del Sud Italia. Rinascerà in un nuovo simbolo, quello della rigenerazione, della vita”.  Sono le parole di soddisfazione di Anna Grazia Maraschio, assessora all’ambiente.

Alberi contro l’inquinamento a Lecce

Lo stesso accordo prevede lo stanziamento di 350mila euro al Comune di Lecce per la realizzazione di progetti di forestazione urbana ad alta efficienza depurativa, in aree prossime alla tangenziale est e all’interno dell’orto botanico del Salento. L’intervento è localizzato su due aree adiacenti alla SS16 ed aree del centro abitato (quartiere Borgo Pace), soggette a traffico veicolare intenso e quindi a maggior carico emissivo. La nuova sistemazione a verde prevede di impiantare sulle aree oggetto di intervento, essenze arboree e arbustive utili alla rimozione degli inquinanti atmosferici.

“Allo stesso modo di Bari – prosegue Maraschio – diventa un simbolo di rinascita l’intervento per Lecce, sia per l’ubicazione prevista, perché spesso le tangenziali sono un luogo marginale delle città, un luogo lasciato nell’indifferenza e nel degrado, sia perché il Salento ha bisogno vitale di alberi, di una riforestazione massiccia, a causa del drammatico fenomeno del disseccamento degli ulivi, che ha privato il territorio del proprio polmone verde. A breve daremo seguito alla sottoscrizione degli accordi con le rispettive amministrazioni comunali”, conclude l’assessora.

 

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