Parco eolico in Salento, malumori e dubbi

Per Legambiente: dubbi sull’impatto ambientale, contrario anche il vicepresidente del Consiglio Regionale Casili

Se per il parco eolico nel mare di Brindisi, gran parte della politica e delle associazioni ambientaliste erano favorevoli, così come i residenti, per quando riguarda il parco eolico offshore presentato dalla società Falck Rennowables a Lecce, da realizzare in Adriatico fra Castro e Otranto, fioccano i contrari.

I dubbi di Legambiente

Un parco eolico marino galleggiante all’estero (credits ‘PrinciplePower Hooku’)
Un parco eolico marino galleggiante all’estero (credits ‘PrinciplePower Hooku’)

Il progetto, identico a quello di Brindisi, fa storcere il naso a Legambiente che, se in quella occasione si era espressa a favore rispettando determinare requisiti e dinamiche ambientali, in questo caso ha delle perplessità, soprattutto in riferimento all’impatto ambientale e territoriale che potrebbe avere per la ravvicinata distanza alla costa. “Con la presentazione di questo nuovo progetto lungo la costa salentina, ci preme sottolineare che è ipotizzabile, qualora si decidesse di continuare con l’idea del grande parco eolico, un unico impianto. L’alternativa è la realizzazione di impianti di minor potenza così da ridurre l’impatto del progetto ipotizzato costituito da oltre 90 aerogeneratori in una fascia di mare fra i nove ed i 22 km dalla costa, lasciando libero il passaggio interno di 3 km per consentire la navigazione. Questo tema inoltre riporta al centro del dibattito la necessità urgente di un nuovo Piano Energetico Regionale che ci doti del Piano delle aree non idonee per l’eolico e fotovoltaico a terra. Così come l’urgenza di un Piano nazionale da parte del Ministero della Transizione Ecologica con le linee guida per nuovi impianti eolici offshore che saranno sempre più richiesti.”.

Contrario il vicepresidente del Consiglio regionale Casili

Sul parco eolico salentino interviene anche il vicepresidente del Consiglio regionale Cristian Casili che dichiara la sua contrarietà alla realizzazione.

«Siamo da sempre a favore delle rinnovabili – spiega Casili – e siamo consapevoli della necessità del raggiungimento degli obiettivi del Piano Nazionale Energia e Clima (PNIEC) in materia di produzione di energia rinnovabile per contrastare la crisi climatica in atto e per aumentare l’indipendenza energetica del nostro Paese, ma riteniamo che l’installazione di 90 pale eoliche galleggianti alte circa 250 m dal livello del mare sarebbe fortemente impattante per il paesaggio e l’ecosistema marino. La valenza ambientale ed ecosistemica del tratto di mare a sud di Otranto, compreso tra Porto Badisco e Castro, è tale che si sta considerando l’istituzione di un’area marina protetta. Sono presenti habitat di rilevanza comunitaria per i quali deve essere prevista ogni opportuna misura di tutela e conservazione. L’area costiera interessata dall’intervento è uno dei tratti più caratteristici ed identitari della nostra Regione, dalla costa è possibile vedere i monti Acrocerauni in Albania, per questo un intervento di tale portata rischia di produrre un impatto visivo eccessivo determinando un grave pregiudizio di carattere socio-economico-ambientale, anche in considerazione della ravvicinata distanza alla costa. Inoltre, non possiamo non considerare l’impatto cumulativo del progetto in esame con quello ‘gemello’ già presentato lungo le coste dell’area di Brindisi: nonostante la recente tecnologia, basata sull’utilizzo di piattaforme galleggianti, la grande estensione dell’area di progetto con l’alterazione dei fondali dovuta ai consistenti lavori da eseguirsi e nella fase a regime, il disturbo delle correnti aeree e marine e il generarsi di campi elettromagnetici, potrebbero avere notevoli conseguenze negative sull’avifauna e sugli habitat marini.

Sappiamo che l’iter procedurale è ancora all’inizio e le società proponenti per ora hanno solo avviato la fase preliminare finalizzata alla definizione dei contenuti dello Studio di Impatto Ambientale (SIA), ma la priorità dev’essere tutelare il territorio e ascoltare le comunità».

Pagliaro ribadisce il suo “no” sui parchi eolici in Puglia

Decisamente contrario il consigliere regionale Paolo Pagliaro che, che già per il parco di Brindisi aveva ampiamente manifestato la sua posizione contraria. Pagliaro chiede «alla Regione di schierarsi dalla parte del territorio senza tentennamenti e senza condizioni, perché si impedisca di immolare sull’altare della transizione ecologica una delle coste più belle al mondo».

Parco eolico sì, parco eolico no

Insomma, il parco eolico si può fare a Brindisi ma non si può fare a Otranto? Non è così semplice, tante le incognite che si possono nascondere lungo l’iter burocratico. Le fonti rinnovabili sono necessarie per produrre energia pulita e abbandonare definitivamente il petrolio. Bisogna rinunciare comunque a qualcosa per il bene di tutti, ma serve un compromesso che non fermi il progresso e permetta la realizzazione di impianti di produzione di energia green a bassissimo impatto ambientale. Questa è sicuramente la nuova sfida tecnologica a cui però dobbiamo subito far fronte, perché non c’è più tempo.

Articoli correlati