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Parco dello Stelvio, WWF: «Una risorsa da tutelare»

Le cascate di Saent nel Parco Nazionale dello Stelvio

La recente Legge di Stabilità prevede lo smembramento della gestione del Parco Nazionale dello Stelvio tra le province autonome di Trento e Bolzano e la Regione Lombardia. Il WWF insorge contro il testo; la Regione Lombardia approva all’unanimità un ordine del giorno a favore dell’unitarietà del parco e di una governance condivisa tra Stato, Regioni, Province e portatori di interesse.

Una legge del 1974, osserva il WWF, assicura al Parco una configurazione unitaria e una governance in forma di consorzio. La legge quadro sulle aree protette del 1991 prevede una disciplina statale dei parchi con pianificazione unitaria, regole severe e uniformi (divieti caccia, derivazioni idroelettrice, cave…) e governance aperta alle associazioni ambientaliste.

La recente legislazione prevede che le funzioni statali dello Stelvio siano trasferite alle province autonome insieme ai relativi oneri finanziari. Il decreto competitività ha poi riportato la Lombardia nell’intesa sul futuro del Parco. Nonostante ciò, secondo il WWF non si è rimediato allo spezzettamento del Parco e, di conseguenza, non è stata rispettata la legge quadro del 1991: la pianificazione ambientale e territoriale, sostengono dal WWF, deve essere unitaria ed omogenea, scevra da utilitarismi locali per confini amministrativi.

Il WWF chiede un forte intervento statale perché, nell’anno di presidenza italiana della convenzione delle Alpi, che protegge l’arco alpino nella sua unitarietà senza confini nazionali, l’Italia per prima sia portavoce credibile di questa unità di intenti e di tutela.

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