Parco del Fiume Ofanto, quando la società civile agisce

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Un angolo del parco del Fiume Ofanto (foto Facebook)

Il Parco dell’Ofanto è l’unico Parco fluviale Naturale della Puglia e dell’Italia centro meridionale, eppure rischia di trasformarsi in un Parco Agricolo multifunzionale, per niente fruibile dalla collettività. Il geologo Ruggiero Maria Dellisanti ricostruisce le vicende del Parco, che hanno avuto un primo, ma non definitivo, lieto fine

Il Parco Naturale Regionale denominato “Fiume Ofanto”, è parte delle aree naturali protette della Regione Puglia.  La rete delle aree protette comprende i siti d’Importanza comunitaria afferenti alla Rete Natura 2000, in Puglia sono presenti 87 siti tra Zone di Protezione Speciale, Siti d’Importanza Comunitaria e Zone Speciali di Conservazione, occupando tra terra e mare una superficie pari al 21,76 % del territorio regionale (fonte ISPRA). Il Parco nasce a seguito della L.R. 19/1997 che ingloba il sito SIC-ZSC IT9120011 “Valle Ofanto – Lago di Capacciotti”, esteso per Ha 7.571,819.

Successivamente con L.R. 14 dicembre 2007, n. 37 e successiva modifica con L.R. 16 marzo 2009, n. 7 (per i soli aspetti relativi alla variazione della perimetrazione e aggiornamento della cartografia) è stato istituito il Parco Naturale Regione del fiume Ofanto. Un parco che dovrebbe garantire la protezione della fauna e della flora, quale bene comune da tutelare e preservare per le future generazioni

L’area protetta interessa i territori di undici Comuni: Ascoli Satriano, Barletta, Candela, Canosa di Puglia, Cerignola, Margherita di Savoia, Minervino Murge, Rocchetta Sant’Antonio, San Ferdinando di Puglia, Spinazzola e Trinitapoli.

Con Deliberazione della Giunta Regionale n. 998 del 28 maggio 2013, la gestione provvisoria del Parco Naturale Regionale “Fiume Ofanto” è stata affidata alla Provincia di Barletta Andria Trani.

Successivamente, mediante bando di gara, è stato effettuato l’appalto per “ Affidamento di servizi di architettura e ingegneria per l’elaborazione degli Strumenti di attuazione del Parco Naturale Regionale Fiume Ofanto (di cui agli artt. 20, 21, 22 della L.R. 19/1997) e del relativo Rapporto Ambientale per la Valutazione Ambientale Strategica (VAS), comprensivo della Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA)”. Il Piano del Parco e la gestione della Valutazione Ambientale Strategica che lo accompagna è stato redatto dalle società  A.T.I. Telos srl – Ambiente Italia srl, su incarico della Provincia BAT, quale Ente gestore provvisorio.

Lo schema di Piano Territoriale…

Con la Deliberazione di Consiglio della Provincia di Barletta Andria Trani n. 23 del 17.06.2021, è stato adottato lo Schema di Piano territoriale del Parco Naturale Regionale del Fiume Ofanto unitamente agli altri strumenti di attuazione previsti dalla L.R. 19/1997.

Sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia – n. 105 del 12/08/2021 è stato pubblicato l’avviso di deposito del “Piano Territoriale del Parco Naturale Regionale Fiume Ofanto, elaborati della Valutazione Ambientale Strategica e gli altri strumenti di pianificazione e gestione del parco” in ottemperanza della L.R. 19/1997, D.G.R. 770/2014 (Piano Territoriale) e L.R. 44/2012 (VAS), e pertanto da tale data decorrevano i termini di 60 (sessanta) giorni consecutivi, durante i quali chiunque poteva prenderne visione e proporre osservazioni scritte in merito allo Schema di Piano e alla Valutazione Ambientale Strategica.

…e le osservazioni di cittadini e associazioni

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Il piano territoriale proposto corre il serio rischio di trasformare l’unico Parco fluviale Naturale della Regione e dell’Italia centro meridionale in un Parco Agricolo multifunzionale ad esclusivo interesse di pochi e in danno dell’intera collettività (foto Consorzio pro Ofanto)

La fase di consultazione aperta ai cittadini e Associazioni dal 10 Agosto 2021, ha evidenziato la presenza di numerose osservazioni in merito al Piano Territoriale che ha stravolto l’originario impianto della legge istitutiva del Parco Ofanto, L. R. 14 dicembre 2007, n. 37, con l’originaria divisione in due zone 1 e 2 che stabiliva un equilibrio tra le aree di protezione integrale e le aree di protezione destinate alle attività antropiche.

La nuova divisione dell’area Parco in quattro zone A – B – C – D, riduce in modo rilevante la superficie destinata alla naturalità e alla possibilità di effettuare attività ludiche e ricreative nel rispetto dell’ambiente e della natura. Le principali osservazioni sono:

  • alla Zona C con destinazione agricola estensiva è destinato oltre il 70 % della superficie;
  • si ignorano in molti casi i limiti che devono essere posti tra la Zona A, di riserva integrale, e la Zona C, dove si autorizzano attività agricole anche con mezzi motorizzati;
  • si consentono che le coltivazioni arrivino sino all’alveo attivo (letto di magra del fiume);
  • si consente l’antropizzazione diffusa sul territorio del Parco anche nelle aree golenali, e non si tiene conto della caratterizzazione di elevata pericolosità effettuata dall’Autorità di Bacino Meridionale.

Il piano territoriale proposto corre il serio rischio di trasformare l’unico Parco fluviale Naturale della Regione e dell’Italia centro meridionale in un Parco Agricolo multifunzionale ad esclusivo interesse di pochi e in danno dell’intera collettività, come è accaduto tra gli anni ’70 e ’90 del novecento, quando ettari di bosco ripariale sono stati abbattuti e sostituiti con vigneti e pescheti, nell’indifferenza generale di chi doveva controllare.

L’11 ottobre, come da prescrizione, sono state inviate alla Provincia Barletta – Andria – Trani le osservazioni agli elaborati dello Schema di Piano e della VAS del Parco Ofanto. Si è chiuso un percorso che al principio, immaginandolo, sembrava titanico: attivare e unire cittadini e associazioni del territorio ofantino nell’ultima fase utile a esprimere i propri rilievi a favore di un fiume, l’Ofanto, quale bene comune da garantire e preservare per le presenti e future generazioni. Un percorso inedito che, a conclusione, ha dimostrato come determinazione, dedizione, fiducia, ascolto e collaborazione, quindi soprattutto fare rete, siano il mix giusto.

Una battaglia che si può vincere

Ben diciannove associazioni tra locali e nazionali e ventinove persone hanno sottoscritto le osservazioni elaborate dal gruppo di lavoro di Slow Ofanto, in alcuni casi contribuendo a migliorarle. C’è ancora chi non si arrende all’indifferenza e parteggia affinché trionfino bellezza, etica e responsabilità in un territorio, quello ofantino.

Tra i soggetti pubblici che hanno espresso il loro dissenso figura in forma autonoma l’Ordine Regionale dei Geologi della Regione Puglia, contraria alle coltivazioni delle aree golenali che si spingono a ridosso del fiume. Nelle motivazioni l’Ordine dei Geologi, per voce della Presidente Giovanna Amedei, evidenzia l’imprevedibilità e la pericolosità che ha caratterizzato la storia geologica del fiume con le aree golenali quali naturali cassa di espansione in caso di piena. Autorizzare le coltivazioni nelle aree di piena, come si legge dal Piano territoriale, significa esporre a gravi rischi i coltivatori. Anche la LIPU, a livello regionale, oltre a condividere le osservazioni presentate dall’associazione Slow Ofanto, ha integrato con proprie osservazioni ritenendo che l’eccessiva antropizzazione del territorio non consente la protezione e tutela dell’avifauna stanziale e migratoria.

Elenco delle Associazioni:

  1. Slow Life & Travel – ETS | Barletta
  2. Ambulatorio Popolare di Barletta – OdV | Barletta
  3. Apulia Natura Zampe – APS | Barletta
  4. ArcheoBarletta – APS | Barletta
  5. Archeoclub d’Italia – APS Canne della Battaglia Barletta | Barletta
  6. Club per l’Unesco | Barletta
  7. Comitato Italiano Pro Canne della Battaglia – OdV | Barletta
  8. Forum Ambientalista Puglia | Andria
  9. Il Colore degli Anni – OdV | Barletta
  10. Italia Nostra onlus – sezione di Barletta | Barletta
  11. Italia Nostra onlus – sezione di Canosa di Puglia | Canosa di Puglia
  12. Italia Nostra onlus – sezione di Foggia | Foggia
  13. LIPU OdV – coordinamento della Puglia | Foggia
  14. Nucleo di Vigilanza I.F.A.E. | Barletta
  15. Pro Loco UNPLI | Canosa
  16. Pro Loco | Cerignola
  17. Pro Loco | San Ferdinando di Puglia
  18. Stilo Editrice SCRL | Bari
  19. Verdi Ambiente e Società onlus – APS | Roma

Qualche rammarico

C’è una coda di questa vicenda. le associazioni che hanno presentato le osservazioni fanno anche delle considerazioni riportate in un comunicato che riportiamo.

“Con rammarico segnaliamo l’assenza dell’Ufficio del Parco – Provincia BAT domandandoci come mai, nei 60 giorni di pubblicazione appena conclusisi, non abbia organizzato l’ulteriore ciclo di incontri di due incontri di illustrazione dei documenti e dei loro contenuti aventi l’obiettivo di favorire la formulazione e presentazione di osservazioni pertinenti e utili alla messa a punto del Piano e delle valutazioni, così come previsto nel Rapporto Ambientale della VAS.
Come “comunità interessata”, portatrice di interessi generali e intergenerazionali, chiediamo all’Ufficio Parco – Provincia BAT (autorità procedente) e alla Regione Puglia (autorità competente) di organizzare un ciclo di dibattiti pubblici per rendere pubbliche le osservazioni ricevute e motivare il loro recepimento o rigetto”.

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