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Parchi naturali e insoliti percorsi

Carta e penna: due appuntamenti per domenica 29 gennaio da segnare in agenda. Per vivere un trekking diverso, emozionante in luoghi non molto conosciuti guidati sempre da esperti. Si inizia dalla proposta lanciata dal Wwf che invita a visitare in Capitanata il  Bosco Isola e la Laguna di Lesina.

Il 29 gennaio il WWF propone un itinerario alla scoperta del Bosco Isola e della laguna di Lesina (Foggia)

Lorenzo Gaudiano è uno specialista ed è lui che ci illustra la zona che, spiega, «si estende da est ad ovest a nord della provincia di Foggia ed è compresa tra la foce del fiume Fortore dov’è possibile osservare, d’inverno, grandi stormi di uccelli acquatici svernanti, soprattutto anatre, aironi e limicoli». Uno spettacolo unico in quanto «il cordone dunale che la separa dal mare è denominato appunto Bosco Isola. Questo, originatosi in parte dall’accumulo dei sedimenti dei fiumi situati a monte del bacino e in parte dall’accumulo dei depositi lacustri dello stesso lago, -prosegue nel suo testo Gaudiano- è caratterizzato da un biotopo vegetazionale a macchia mediterranea su duna (qui si annovera la presenza di mirto, lentisco, ginepro, corbezzolo, leccio) che con i suoi 15 km di lunghezza è uno dei più estesi in Italia. Tra la macchia si aprono poi le caratteristiche depressioni chiamate “Fantine” nelle quali si raccoglie l’acqua dolce. Sono loro che contribuiscono a diversificare ulteriormente l’ambiente, rappresentando l’habitat di particolari piante acquatiche come giunghi, scirpi e tife. Di notevole pregio conservazionistico infine è la presenza di specie di rettili quali la testuggine palustre e anfibi come la raganella», conclude Gaudiano. Il programma di difficoltà bassa, prevede alle ore 7 il raduno presso l’ingresso principale di Parco 2 giugno a Bari; intorno alle 10 l’arrivo al centro visite di Lesina e partenza per il tour nel Bosco Isola (sono 4 km). Segue pranzo al sacco e alle 14.30 l’avvio per visitare la Laguna, un percorso di circa 3km che si conclude alle 17.30. Per info e prenotazioni valide fino al 27 gennaio: 320.74.428.87 (dopo le 18) e-mail: russisab@yahoo.it.

Il litorale di Torre Chianca (Lecce)

In alternativa e ci dirigiamo in questo caso verso il Salento, sempre il 29 gennaio. L’associazione Avanguardie lancia l’idea di inoltrarsi nel parco regionale Rauccio, un’area anch’essa speciale perché ha ottenuto da pochi anni il riconoscimento di parco europeo. Poco “battuto” dal grosso pubblico, ma di impagabile bellezza questo posto è circondato da uliveti secolari e conserva, al suo interno, zone umide e boschi di querce. Un laboratorio all’aperto attorno al quale si incontrano masserie, ipogei, cave antiche, un po’ i protagonisti di un “Trekking prigioniero a Rauccio” strano titolo per questa affascinante passeggiata pensata per evocare però eventi storici e contemporanei. Innanzitutto la prima particolarità è dettata dalla presenza di una flora e fauna molto simili a quelle della vicina Grecia e Albania, quando il mare Adriatico non c’era e la penisola salentina era tutt’una con la costa albanese; inoltre, lungo la costa interessata, si ritrovano due torri, Torre Rinalda (XVI sec.) e Torre Chiancaed ancora le masserie turrite (masseria Il Barone Vecchio metà XVI sec.) e la famosa masseria Rauccio (XVII sec.). Di questa si conservano la Torre colombaia e un rudere della Cappella. Va poi segnalato il bosco di Rauccio, facente sempre parte di questa proprietà, ultimo lembo di quella che nel Medio Evo era la Foresta di Lecce, l’ampia area boschiva che dalla città giungeva al mare e si espandeva a nord verso Brindisi e a sud verso Otranto, scampata per fortuna alla bonifica grazie ai terreni rocciosi e poco adatti a fini agricoli su cui sorge. Info e prenotazioni 349.378.87.38.

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