Input your search keywords and press Enter.

Parcheggi: “non rispetti l’ambiente? No… PUP!”

Roma, i platani di Via dei Noci (foto di Marco Capolupo)

A Roma è guerra aperta ai parcheggi nemici dell’ambiente. Lo testimonia l’impegno dei Comitati cittadini “No PUP”, ventinove associazioni, dislocate in svariati quartieri della Capitale, che si battono per difendere diverse aree di interesse pubblico o storico, minacciate da parcheggi interrati, progettati o realizzati proprio al di sotto di esse.

I Comitati, attivi anche in città come Napoli e Milano, promuovono la buona pratica della “sosta sostenibile”, opponendosi a tutti quei PUP che risultano manifestamente contrari alla legge. In quest’ambito, la principale disciplina, da osservare rigorosamente, si articola nel T.U.A. ( Dlgs. 152/06), nel T.U. Paesaggio (Dlgs. 42/04), nel T.U. Edilizia (DPR 380/01) e nelle specifiche norme tecniche di costruzione dettate dal DM del 14/01/2008 1.

Dunque, per realizzare un parcheggio interrato in area urbana sono obbligatori il permesso di costruire, il nulla osta, la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) ex artt. 20, 21 e 22 del T.U.A. 2 e, se necessario, ulteriori pareri come il Vincolo Idrogeologico o la Valutazione di Incidenza. Inoltre, essendo detti parcheggi dei manufatti interrati ex art. 3, lett. e.1) del T.U. Edilizia 3, essi devono soggiacere alle disposizioni previste dalT.U. Edilizia e, specialmente, alle relative norme tecniche, ex art.52, 1°c., lett.c) 4 che impongono le indagini su tubature sotterranee, fogne e acquedotti. Infine detti manufatti non devono assolutamente collidere col disposto dell’art. 20 T.U. Paesaggio (interventi vietati, ad es. quelli che adibiscono i beni culturali ad usi incompatibili con il loro interesse pubblico o storico) 5 nonché con l’art.136 che classifica le aree di notevole interesse pubblico 6.

Nella Capitale, però, sono oltre quarantadue i PUP nemici dell’ambiente, passibili di destinare parchi e aree alberate a usi incompatibili con il loro interesse storico o pubblico, ledendo il paesaggio e privando la città di fondamentali presidi antismog.

Il Parco Nemorense o di Virgilio

Tra gli esempi più significativi si possono citare il PUP del Parco Nemorense o Virgiliano, in zona Trieste, antica area riconosciuta di interesse pubblico e storico, in quanto quasi interamente immersa nel verde, habitat di piante rare e meta prediletta di bambini e turisti, oppure il PUP di Via dei Noci, in zona Centocelle. Quanto al primo, è palese l’illegittimità del progetto, visto il forte contrasto tra una villa storica (evidentemente da preservare) e un parcheggio sotterraneo che ne altererebbe irreversibilmente l’uso e la natura; quanto al secondo, la situazione è, forse, ancor più grave, specie dal punto di vista normativo. Per Via dei Noci, infatti, la ditta costruttrice non ha prodotto il permesso di costruire, né il nulla osta, entrambi obbligatori; inoltre, tutte le indagini idrogeologiche e quelle relative ai platani ultracinquantenari presenti in zona, risalgono al 2006 e, secondo gli esperti interpellati all’uopo, esse risultano estremamente sommarie e desuete rispetto all’assetto attuale. Per di più nell’area sono in corso i lavori per la linea C della metropolitana e, a causa di una falda acquifera di 14mt ivi presente (non considerata affatto nel PUP), il cantiere è stato spostato per evitare che l’acqua compromettesse le costruzioni circostanti.

In conclusione, quindi, se il box dovesse realizzarsi, si correrebbe il rischio di un’immensa ed insalubre “palude”, a causa della falda e di minare la stabilità degli edifici circostanti, oltre all’evidente illegittimità dell’operazione!

Fortunatamente i Comitati No PUP hanno ottenuto la promessa, da parte dell’onorevole Vannini, che ne ha la delega, di rivisitare le regole del piano parcheggi.

Roma, un "trittico" di Via dei Noci (foto Marco Capolupo)

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *