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Pane fresco, presto una legge per proteggerlo

A Montecitorio giunge a conclusione la discussione della legge “Disposizioni in materia di produzione e vendita del pane”, per salvaguardare il pane fresco. Intanto in Finlandia già in vendita il pane alla farina di grilli

In via di approvazione alla Camera la proposta di legge “Disposizioni in materia di produzione e vendita del pane”. Se approvata la legge avrà una ricaduta positiva su trasparenza del mercato e tutela dei consumatori: infatti, attualmente al consumatore è negata la possibilità di riconoscere se il pane che acquista è fresco o conservato mentre ai panificatori non viene data l’evidenza oggettiva del valore aggiunto fornito dalla lavorazione artigianale.

Oltre dieci anni per una legge sul pane fresco

Che una disciplina sul pane fresco sia necessaria lo dice anche la grande varietà di tipi – oltre 250 – presenti in Italia. Un primo passo era stato fatto con la legge n. 248 del 4 agosto 2006 che introduceva per la prima volta la distinzione tra “pane fresco” e “pane conservato”, ma il decreto attuativo che doveva essere adottato dal Governo entro 12 mesi dall’entrata in vigore della normativa non ha visto mai la luce.

«Il pane ‘conservato’ è oramai onnipresente nel circuito distributivo e rappresenta la modalità di vendita nettamente prevalente nel circuito della ristorazione commerciale, dagli autogrill ai bar delle stazioni e degli aeroporti – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla CameraÈ quindi assolutamente necessario aggiornare la normativa attuale sulla produzione e vendita del pane per diverse ragioni: necessità di provvedere alla denominazione di pane fresco; assenza di una definizione codificata dalla legislazione italiana per le differenti tipologia di lievito naturale (pasta madre / pasta acida / lievito madre, attualmente usate come sinonimi); migliore classificazione delle tipologie di lievito da impiegare; tutela e valorizzazione del pane fresco e del pane di pasta madre.

Tutte queste diverse tipologie di pane – prosegue il deputato 5 Stelle – verrebbero finalmente valorizzate e si offrirebbe al consumatore un’informazione corretta, completa e trasparente in cui si renda conto davvero di cosa mette sotto i denti».

Pane fresco vs pane ai grilli

insetti cibo del futuro

Nel Mondo già quasi 2000 specie di insetti sono considerate commestibili e vengono consumate da almeno 2 miliardi di persone

E se in Italia su cerca di tutelare il “pane casereccio”, in Finlandia si cerca di lanciare il pane con farina di insetti. Da qualche settimana infatti una catena di panetterie distribuisce pagnotte che contengono il 3% di farina di insetti essiccati, pari a 70 grilli.

L’iniziativa è stata lanciata in Finlandia – primo Paese UE in cui farina ricavata da insetti essiccati e tritati viene usata per la panificazione – come una possibile soluzione alla necessità di trovare alternative sostenibili alla fame nel mondo. Non va dimenticato, poi, che dal 1° gennaio 2018 entrerà in vigore la nuova normativa sul novel food, che prevede la vendita e il commercio  nei Paesi membri dell’Unione Europea, di insetti o di alimenti che li contengono.

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Alimentazione sostenibile: le alternative

Gli studi in merito sono chiari: entro il 2050 saremo più di 9 miliardi e le risorse per sfamare il pianeta stanno finendo. Gli insetti costano poco (per produrre un chilo di carne bovina sono necessari da 7 a 10 kg di mangime), sono meno impattanti per l’ambiente e sono molto più proteici della carne.

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La Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) già da qualche anno è al lavoro per studiare i vantaggi e promuovere l’entomofagia (cibarsi di insetti) tra le popolazioni. Nel Mondo già quasi 2000 specie di insetti sono considerate commestibili e vengono consumate da almeno 2 miliardi di persone.

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