Pane fresco: come distinguere in etichetta il pane fresco da quello conservato

Sono entrate in vigore le nuove norme per distinguere in etichetta il pane fresco da quello conservato o a durabilità prolungata.

Un pane fresco

Il pane fresco, conservato oppure a durabilità prolungata sono stabiliti dal Decreto n. 131 con specifiche prescrizioni sulla denominazione e le modalità di esposizione in vendita del prodotto.

La denominazione di pane fresco e le prescrizioni di quello conservato oppure a durabilità prolungata.

Il pane fresco potrà essere denominato solo il prodotto preparato secondo un processo di preparazione continuo dall’inizio della lavorazione alla messa in vendita al consumatore. Il pane, sottoposto a processi di surgelazione e congelamento o con additivi chimici e conservanti, invece, non potrà essere più venduto per fresco e dovrà riportare obbligatoriamente un’etichetta con la scritta conservato oppure a durabilità prolungata.

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Pane fresco, il diario di viaggio per riscoprirne valore e tradizione

La copertina del libro di Pierluigi De Santis, giornalista e scrittore.

Il pane fresco e tipico è anche il “filo conduttore” del libro “Diario di viaggio sulle strade del pane pugliese e lucano” di Pierluigi De Santis, giornalista e scrittore. Il testo con la prefazione del Prof. Nicola Cutino è edito dalla Quorum edizioni. L’autore, collaboratore di Ambient&Ambienti, compie un viaggio di riscoperta del pane come bene primario alla base dell’alimentazione umana che spesso non si apprezza. Il libro è un diario di viaggio, un racconto suddiviso in due parti con descrizioni e suggestioni che si sviluppa in tre itinerari: un percorso fra i territori, un altro di foto-cartoline ed un altro ancora biblico-poetico.

Il pane fra definizioni ed esperienza sensoriale

Il pane è definito nel diario di viaggio di Pierluigi De Santis un prodotto semplice, solidale, democratico, duttile, malleabile, versatile e presente dappertutto. Il pane è il “principe” della tavola e non può mancare. Il pane rappresenta la forte identità di un territorio. L’esperienza del pane diventa anche sensoriale. Il pane fresco, fragrante e profumato può essere toccato con le mani, assaporato con il gusto, sentito con l’olfatto, visto nelle sue forme con la vista. I rumori dei forni e degli addetti alla panificazione si possono sentire con l’udito.

Il pane è il prodotto della tradizione

Il pane è il prodotto della tradizione che si perpetua da millenni in Puglia ma anche a Matera, capitale europea della cultura 2019. L’esperienza di viaggio di Pierluigi De Santis si snoda dalla Capitanata, considerato il granaio d’Italia, fino al Salento attraversando il “quadrilatero del pane” nella Murgia barese e tarantina. In questo itinerario ci sono le eccellenze riconosciute del pane di Altamura a Denominazione d’Origine Protetta (DOP) e quello di Matera con l’Indicazione Geografica Protetta (IGP). Il pane di Laterza, invece, fa parte dell’Associazione nazionale città del pane, e quello di Santeramo resta una tipicità del territorio.

Pane, l’invito del libro di Pierluigi De Santis alla sostenibilità

Il libro di Pierluigi De Santis, quindi, invita ad uno sviluppo sostenibile del pane e ad una sorta di “spiritualità della sostenibilità” con atteggiamenti di rispetto verso questo bene ed il territorio che dona i frutti per produrlo. Il viaggio sulle strade del pane è anche un invito umano e cristiano a recuperare essenzialità, sobrietà e semplicità nella vita quotidiana.

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