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P.A.E.S.: il documento in divenire per la città sostenibile

Il P.A.E.S. è il documento che le città all’avaguardia, le cosidette 2.0., stanno adottando per stabilire un piano concreto di sviluppo in senso eco-sostenibile. L’argomento Ambiente, dunque, si affaccia con sempre maggior prepotenza anche nelle politiche di Palazzo. Si è compreso che dalle questioni legate al territorio una città come si deve non può e non deve prescindere. Ecco dunque il senso del P.A.E.S., acronimo per Piano di Azione dell’Energia Sostenibile: un documento in divenire che si avvale della collaborazione dei cittadini, nutrendosi in primo luogo delle loro proposte. Questo vademecum delle azioni che la città si impegna a intraprendere si rende necessario a seguito della sottoscrizione del Patto dei Sindaci (Convenant of Majors), iniziativa dell’Unione Europea che mira a coinvolgere attivamente le città in un percorso teso alla sostenibilità energetica e ambientale. I firmatari del Patto si impegnano ad andare oltre gli obiettivi fissati dall’Europa per il clima e l’energia, con la riduzione nei loro territori delle emissioni di CO2 entro il 2020 di almeno il 20%.

Anche il Comune di Bari ha fatto la sua comparsa nell’elenco dei comuni che hanno di recente aderito al Patto dei Sindaci. Andando a ritroso vediamo come l’Amministrazione comunale della Città – con la deliberazione di G.M. n. 24 del 10/2/2011 – si è prima ancora candidata al progetto comunitario Smart Cities and Communities, iniziativa europea rivolta alle città di medie dimensioni che si rendano smart, intelligenti, attraverso la dotazione di progetti finalizzati a ridurre le emissioni di gas serra. Si stima, per questo, un investimento dell’UE di 11 miliardi di euro nei prossimi 10 anni. Bari si candida con progetti e piani coerenti alle 6 aree di intervento (economia, popolazione, governo, mobilità, vita e ambiente), ed è ad oggi l’unica città meridionale coinvolta.

Il fil rouge che tiene insieme le volontà di adesione a questo progetto non è diverso da quello che riporta al Piano Energetico Ambientale Comunale (PEAC) e al Piano Strategico di Area Vasta – Bari 2015. In particolare lo Studio del PEAC – previsto dall’art. 5 c.5 della legge n. 10 9/1/1991 e adottato dal Comune di Bari con deliberazione n. 161 del 13/3/2006 – è finalizzato a favorire il contenimento dei consumi e l’utilizzo di fonti rinnovabili, in modo da rendere più efficienti i processi di trasformazione dell’energia in armonia con la qualità dell’ambiente e ponendosi l’obiettivo di riduzione dei consumi energetici del 12% entro il 2012. Per quanto invece concerne il cosidetto Piano Bari 2015: si tratta di un atto volontario di pianificazione e condivisione del territorio, che permette alle 31 città presenti nella Terra di Bari di lavorare insieme verso la realizzazione di interventi strategici, ovvero in grado di innescare ampi processi di sviluppo a beneficio dell’intera Area metropolitana.

Bisogna invece arrivare alla deliberazione di G.M. n. 528 del 30/7/2010 per giungere alla sottoscrizione vera e propria del Patto dei Sindaci. Il Comune di Bari ha intanto già approvato e presentato all’Unione Europea un Documento Programmatico preliminare al P.A.E.S., primo passo per definire la politica energetica dell’Amministrazione. A seguire si provvederà all’elaborazione e all’aggiornamento continuo del P.A.E.S., che mira a definire gli obiettivi, i settori di intervento più critici, presentando adeguate misure, tempi di attuazione, risorse e responsabilità per ridurre del 30% le emissioni di CO2 in area urbana rispetto al 2002, equivalente ad un taglio di 328.698 CO2 ton.

Tutto questo è reso possibile in primis dall’impiego di energie rinnovabili, dal miglioramento dell’efficienza energetica, dalla promozione del risparmio energetico e da un generale uso più razionale dell’energia. Il P.A.E.S. stabilisce appunto cinque settori specifici di intervento: mobilità sostenibile; edifici a basso consumo; fonti rinnovabili e generazione distribuita; rifiuti ed acqua; Pubblica Amministrazione “sostenibile”. Gli investimenti relativi a queste iniziative saranno supportati da fondi e incentivi Europei ma anche nazionali e regionali. Al taglio del nastro di partenza, Bari deve correre verso un futuro low carbon, nella consapevolezza che il 61% delle emissioni cittadine è generata dagli edifici (in prevalenza terziario e domestico) mentre il restante 39% dipende dal settore dei trasporti: da questi fattori dipende il cambiamento. La Nostra arriverà al traguardo? Staremo a vedere.

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