Input your search keywords and press Enter.

Otranto, non solo turismo

Con la primavera si cominciano a vedere i primi frutti di una strategia turistica lungamente preparata dalla partecipazione a manifestazioni di settore ma anche da una accurata promozione del territorio. La direzione da seguire è quella della “rete” tra comuni, che serve anche a lanciare una qualificazione complessiva dei beni paesistici e produttivi di un’area.

 

 

Luciano Cariddi, sindaco di Otranto

 

Col sindaco di Otranto Luciano Cariddi abbiamo parlato di questi temi.

D.: Dunque strategie turistiche in sinergia con gli altri comuni, sia dell’entroterra, come Uggiano e Giurdignano, sia costieri come la marina di Melendugno. State lavorando per creare una rete?

R.: «Già da quando a Otranto si è insediata l’attuale amministrazione comunale ci siamo dati come impegno primario proprio l’esigenza di “fare sistema” con i comuni vicini, perché è impensabile, visto che si tratta di una zona a forte vocazione turistica, fare promozione territoriale ragionando in termini di singola città o peggio, di singolo paesino. Se poi immaginiamo il nostro mercato turistico di riferimento e pensiamo alla globalizzazione dei mercati, bisogna riconoscere che il brand “regione Puglia” deve ancora raggiungere la piena visibilità sul mercato mondiale. Per questo occorre ragionare per diversi livelli di “abilità amministrative”. Ci sono azioni che noi dobbiamo fare necessariamente non come singoli ma come territorio più vasto; quindi è indispensabile che la Regione Puglia porti al massimo la programmazione e la pianificazione, oltre che la promozione del nostro territorio. A livello di aree vaste subregionali, poi, occorre darsi delle tipizzazioni per garantire quella qualità dell’offerta sul posto in modo da soddisfare l’aspettativa di quanti hanno visto nella Puglia e nel Salento l’idea di un tipo particolare di vacanza, di un tipo di atmosfera. Quindi è questa l’attività che deve saper mettere in campo il singolo comune, il singolo territorio come area vasta.

D.: Cosa si sta facendo a Otranto?

R.:« Noi come sottoarea abbiamo cercato di attivarci e lo facciamo in maniera coordinata, non guardando ad un singolo settore. Lo facciamo p.es. nel settore del turismo con gli STT- Sistemi Turistici Territoriali, nati da una legge regionale che ci porta ad aggregarci come singole aree del territorio regionale in una specie di consorzio tra comuni e territori. Ancor prima che si sentisse parlare di “Regione Salento” ho proposto un STT, non dividendoci nell’ambito della nostra provincia, come sta accadendo, ma addirittura andando oltre i confini provinciali e aggregando le province di Brindisi e Taranto. Infatti abbiamo un’offerta turistica nel complesso omogenea che può venire esaltata grazie a quella infrastruttura necessaria che è l’aeroporto, da mettere in collegamento con tutto il territorio. Se abbiamo queste opportunità, invece di chiuderci nel nostro piccolo, è meglio allargarsi con questo strumento per creare quella rete che non riusciremo mai a fare come singoli. Purtroppo l’eccessivo individualismo e l’incapacità di ragionare in maniera associata danneggiano la nostra capacità di proporci a livello internazionale come territorio».

D.: Passiamo dal turismo ad una pianificazione territoriale di più ampio respiro. Cosa bolle in pentola?

 

 

Otranto by night

 

R.: «Otranto sta portando avanti un progetto con Giurdignano e Uggiano per individuare il PUG intercomunale come strumento di pianificazione urbanistica. Anche nel mondo rurale ci siamo attivati per creare un nuovo GAL (Gruppo di Azione Locale, n.d.r.) sfruttando risorse comunitarie; non avevamo mai avuto nel basso Salento orientale esperienze di un GAL calibrato su questa porzione di territorio. Ci siamo riusciti, abbiamo aggregato 24 comuni della costa sudorientale del basso Salento, ovviamente con tutte le realtà imprenditoriali di questo territorio e abbiamo creato questa vasta area di territorio omogeneo e ci siamo candidati, con la soddisfazione di vedere la nostra proposta al primo posto tra quelle della provincia di Lecce nella graduatoria regionale, per cui sono state ottenute risorse per circa 20 milioni di euro, messe a disposizione dalla regione; ma potremmo ottenerne ulteriore se mobilitassimo la quota di compartecipazione da spendere nel mondo rurale, culturale, delle tradizioni. Ci auguriamo di spenderli al meglio perché anche il PSL, Piano di Sviluppo Locale successivo che è stato approvato, è abbastanza ambizioso. Questa è un’altra esperienza del come si può e bisogna dialogare a livello istituzionale e in territorio più vasto.

E c’è un’altra esperienza che per me è a dir poco entusiasmante. Stiamo infatti redigendo il PUG intercomunale: questa è la prima esperienza partita in Puglia con un’apposita legge regionale. L’abbiamo colta al volo e ragionando sulla contiguità, omogeneità, necessità di immaginare servizi comuni, quindi scambio tra territori comunali, abbiamo voluto fare un cammino insieme al comune di Giurdignano. Il PUG intercomunale (PUGi) ci sta vedendo operativi da tempo e a giorni ci confronteremo in incontri articolati nei due comuni con molti stakeholder. Sono fiducioso nella riuscita del PUGi, perché vedo che tutto sommato anche le varie realtà cittadine si stanno ormai aprendo a questo tipo di partecipazione alla vita del territorio.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *