Otranto, la Procura sequestra i pontili

Senza fine la vicenda dei pontili del porto interno di Otranto che da tempo contrappone il Comune alla Soprintendenza. Ora una decisione  della Procura di Lecce mette un temporaneo stop alla questione ma non alle polemiche. Il sindaco Cariddi: “Difenderemo il nostro operato”. L’opposizione: “Ripartiamo con un nuovo progetto”

E’ dello scorso 5 dicembre il sequestro dei pontili del porto interno di Otranto ad opera della Guardia Costiera su disposizione della Procura della Repubblica di Lecce.

La decisione scaturisce dalla mancata ottemperanza dalla sentenza del Consiglio di Stato che da mesi aveva stabilito in via definitiva le responsabilità del Comune per mancata osservanza delle prescrizioni della Soprintendenza di Lecce. La prescrizione prevedeva lo smontaggio dei pontili; questa era stata inizialmente accettata dal Comune di Otranto, ma non messa in pratica per i costi elevati mai calcolati in sede di progetto. L’epilogo, triste per tutte le parti coinvolte nella vicenda richiede oggi un ripensamento delle strategie finora seguite e l’attivazione di una concertazione fra Enti per armonizzare le giuste esigenze di tutela del paesaggio e le aspirazioni di promozione turistica

Il sindaco Cariddi: “Nuove soluzioni progettuali”

Pierpaolo Cariddi sindaco di Otranto
Il sindaco di Otranto, Pierpaolo Cariddi.

Non si fa attendere il commento del sindaco di Otranto, Pierpaolo Cariddi. «Sono molto amareggiato – dichiara il primo cittadino – per quanto si sta verificando sulla questione dei pontili.
«Con la politica che genera quadri normativi incerti, si delegano a burocrati le decisioni strategiche sul nostro territorio, con Soprintendenze che anziché migliorare le nostre visioni di sviluppo sostenibile della città, pongono solo divieti assoluti.
«Difenderemo il nostro operato – continua Cariddi –  con gli strumenti che la legge ci mette a disposizione con rispetto e fiducia nella magistratura, interessata ora dalla vicenda. Nel contempo siamo già al lavoro per costruire nuovi scenari e pianificare nuove soluzioni progettuali che possano consentire alla città di avere quei servizi che cittadini e ospiti chiedono e meritano, consapevoli del grande valore economico e sociale che il porto assume non solo per Otranto, ma per l’intero Salento.»

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Bruni: “Una storia iniziata male e finita peggio”

Pronta anche la dichiarazione del Capogruppo de Gruppo Consiliare di minoranza del Comune di Otranto, “Otranto è di Tutti”, Luca Bruni. «La notizia del sequestro dei pontili getta un’ipoteca pesantissima sul futuro di una infrastruttura fondamentale per il nostro territorio.

«L’approdo andava salvato ad ogni costo. Ma il sequestro è purtroppo l’epilogo di una storia iniziata male e finita peggio. Male perché si è giocato d’azzardo sulla pelle dei cittadini realizzando un’opera diversa da quella autorizzata, o quanto meno, non rispettosa delle prescrizioni imposte, giuste o sbagliate che fossero. Peggio perché l’opera è stata poi difesa in modo errato: sfidando le Istituzioni dello Stato e proponendo nuovi progetti velleitari. Sullo sfondo, la totale assenza di una seria e autorevole interlocuzione politica e l’evidente incapacità di gestire i problemi della città con lucidità e competenza.Due anni e mezzo di navigazione a vista con una serie di fallimenti – continua Bruni – che non hanno precedenti. Risultato: si è alzato troppo il tiro ed è intervenuta la Magistratura penale.

luca bruni
Il capogruppo dell’opposizione al Comune di Otranto, Luca Bruni

Si dice che la causa di tutto sia la burocrazia malata e che sia in atto una persecuzione in danno di Otranto. Può darsi. Ma si può seriamente sostenere di essere perseguitati anche dal Consiglio di Stato? Non è possibile invece che la burocrazia – certamente da rifondare – si sia insinuata in errori grossolani compiuti da chi ha assunto decisioni sbagliate o da chi non ha poi saputo trovare soluzioni legittimamente percorribili?

«La realtà è che continuare a dire che la colpa è degli altri non ci aiuterà a fare la cosa oggi più importante: restituire i pontili alla città ripartendo insieme con un nuovo progetto – conclude Bruni -: un approdo maggiormente distanziato dai bastioni e dalle dimensioni più modeste, per poi recuperare i posti barca perduti in altra area del porto utilizzando magari parte dei nuovi finanziamenti concessi al Comune».

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