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Otranto Film Fund Festival

Quando il cinema documenta il territorio. È questo il leitmotiv di OFFF, Otranto Film Fund Festival, alla sua seconda edizione.

Otranto, veduta del porto

La rassegna è curata dal Comune di Otranto in collaborazione con Apulia Film Commission e con la direzione artistica di Chiara Eleonora Coppola.

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Il festival è incentrato sul cinema europeo che dialoga con i territori. Per questo la rassegna salentina promuove e celebra le opere prodotte con il sostegno di fondi delle Film Commission e fondi pubblici territoriali. Il processo di decentramento dell’industria dell’audiovisivo ha trovato nelle Regioni un interlocutore decisivo.  I Fondi pubblici regionali e le Film Commission sono diventati un tassello fondamentale del sistema di finanziamento del cinema.

Crocevia di culture mediterranee e orientali, centro di sinergie e contaminazioni, Otranto si pone come il luogo d’incontro delle produzioni cinematografiche europee che promuovono le specificità storiche e culturali dei territori attraverso la settima arte.

I fossati del Castello Aragonese hanno ospitato la manifestazione del 2009

A inaugurare l’edizione di quest’anno, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, mercoledì 1° settembre alle ore 19, in Largo Porta Alfonsina. Dopo il discorso di apertura, il Governatore consegna alla regista e attrice Sabina Guzzanti il premio speciale “Cinema e Territori”, per il documentario “Draquila. L’Italia che trema”, con la seguente motivazione: “Si premia il merito che il film ha avuto nel sollevare le criticità nel rapporto tra politica e governo del territorio, in riferimento alla gestione dell’emergenza del terremoto in Abruzzo.

Draquila, il nuovo film di Sabina Guzzanti

“Draquila. L’Italia che trema” è un’opera che affronta il rapporto tra cinema e territorio in presa diretta, senza finzioni narrative”. Al festival partecipa lo stesso Comune di Otranto con il documentario Panta Rei, con il quale l’amministrazione comunale ha voluto sigillare, affinché ne resti traccia, pensieri, stili di vita e saggezza popolare, che altrimenti con il passare degli anni rischiano di andare smarriti. I protagonisti del cortometraggio sono due abitanti del posto che si possono definire enciclopedie di memorie e pensieri che rendono una importante testimonianza.

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