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Otranto, fare i conti con i fondi statali

(testo raccolto da Lucia Schinzano)

Ormai col federalismo demaniale molti beni verranno trasferiti agli enti locali e all’occorrenza, se non si riesce a immaginare un progetto di valorizzazione, dovranno essere messi in vendita per fare cassa. Bisognerà però capire quale è il prezzo che le amministrazioni comunali pagano, perché a fronte di un bene ricevuto, probabilmente avranno ulteriori riduzioni sui trasferimenti erariali dal centro alla periferia; e questo significherà nuovi costi che ricadranno sui bilanci comunali. Quindi noi amministratori locali dovremo industriarci a trovare risorse.

Il Sindaco di Otranto (LE), Luciano Cariddi

Per far fronte a questi nuovi scenari sono convinto che si debba realmente acquisire una mentalità imprenditoriale anche nella gestione della cosa pubblica. Qui a Otranto crediamo di averlo dimostrato proprio con l’esperienza di due beni architettonici di proprietà dello Stato-Agenzia del demanio e che, quindi, potrebbero entrare tra i beni a disposizione degli enti locali, comuni in primis: parlo del Castello aragonese e del Faro di Palascìa. Da anni ci confrontiamo con l’Agenzia del Demanio e il Ministero dei Beni Culturali , cui abbiamo chiesto la concessione pluriennale per la gestione dei beni e che deve rilasciare il proprio parere in merito. Purtroppo continuiamo a gestire questi beni con concessioni annuali e il doverle rinnovare di anno in anno non ci consente di fare programmi di lungo respiro. Ciononostante credo che Otranto abbia ampiamente dimostrato come, quando le cose si fanno con intelligenza e lungimiranza e ovviamente con serietà, si possano valorizzare questi beni e quantomeno non farne gravare i costi sulle tasche dei cittadini e, forse, qualche volta riuscire anche a tirare fuori dei redditi. Penso all’esperienza del Faro di Palascìa, che è ancora in divenire. Attualmente il Faro è sede dell’Osservatorio sugli Ecosistemi del Mediterraneo (curato dall’Università del Salento) e su questa struttura abbiamo una serie di progetti che dovranno essere ospitati lì e che quindi potranno valorizzare quell’immobile e quel sito. È molto importante che si verifichi questo, che per noi è anche un luogo simbolico essendo il punto più a est d’Italia e che puntiamo a far diventare elemento strategico dello sviluppo delle aree protette a sud di Otranto.

Il Faro di Punta Palascìa, Otranto (LE)

C’è un’altra struttura su cui stiamo investendo in termini di iniziative per farlo diventare uno dei luoghi-simbolo di Otranto, ed è il Castello Aragonese.

Veduta aerea del Castello Aragonese, Otranto (LE)

Quando si è insediata l’amministrazione che guido (cioè dal 2007, n.d.r.) abbiamo emanato un bando per mantenerlo “in vita”; grazie alla società che lo ha in gestione, abbiamo garantito una qualità nella sua fruizione e nell’offerta dei contenuti culturali certamente migliore di quanto non si fosse fatto negli anni precedenti; di fatto oggi il castello è diventato un fulcro della nostra offerta turistica e culturale, e di questo siamo soddisfatti; ma siamo soddisfatti anche dei bilanci che interessano oggi la gestione del castello, che riescono a garantire un minimo di reddito alla società che si è aggiudicata l’appalto, un buon numero di giornate lavorative alle persone che ci lavorano e, soprattutto, a dare un tornaconto economico anche al bilancio comunale, che con le royalties sugli incassi può offrire una costante manutenzione, pulizia, sorveglianza, e apertura di questo bene affinché il castello venga fruito anche d’inverno. Se ci aggiungiamo che siamo riusciti a garantire tutta una serie di progetti didattici gratuiti per le scuole, credo che l’esperienza tutto sommato sia soddisfacente. Si potranno immaginare altre iniziative ancora, ma credo che si sia già impostato un percorso virtuoso, che ha breve registrerà un ulteriore impulso con la realizzazione dei lavori e delle forniture previste in un progetto di valorizzazione già finanziato con fondi POR e per il quale il Ministero dei Beni e le Attività Culturali, attraverso la Direzione pugliese, ha espresso in questi giorni il proprio parere favorevole. Si prevede il rafforzamento del sistema museale del Castello, fino a farlo diventare un riferimento non solo pugliese ma italiano.

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