Ostuni, quando Flaubert passò da lì

Richiami all’architettura di Puglia nei libri dello scrittore francese Gustave Flaubert. A Ostuni la parte storica è rimasta intatta. Gli edifici non devono solo essere funzionali ma devono sprigionare bellezza

Il fiume era bordato da un greto sabbioso. Si incontravano zattere di legname che si mettevano a ondeggiare per il risucchio, o anche, seduto in una barca senza vela, un uomo che pescava. Poi le nebbie vaganti si sciolsero, il sole apparve, la collina che seguiva a destra il corso della Senna a poco a poco si abbassò e un’altra salì, più vicina, sulla riva opposta: incoronata da alberi, tra case basse dai tetti all’italiana”(Gustave Flaubert).

I tetti all’italiana che Gustave Flaubert racconta nelle pagine dell’Educazione Sentimentale, ancora oggi, sono visibili sulla riva sinistra della Senna, in prossimità del Parc de L’Ile de la Jatte alle porte di Parigi; a guardarli bene, ricordano molto i tetti di Puglia che egli ha visto in viaggio, passando per le terre di Brindisi, Bari e Foggia, provenendo dall’Egitto.

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Flaubert viaggiatore attento

Ostuni
“Le curve di tufo scolpito della cattedrale di Ostuni affiancano la cupola di formelle ceramiche policrome”

Il soggiorno in Puglia portò Flaubert a San Vito dei Normanni, a Carovigno, a Monopoli, ad Ostuni, come riferiscono gli appunti del diario, raccolti nel suo primo libro Viaggio in Egitto. A Brindisi annotò marinai in maglione, musicisti ambulanti, un giovanotto rosso in cappottino di velluto e basco calzato sull’ orecchio. Fuori città, i colori di una passeggiata lungo una strada polverosa, friabile e spessa, delimitata da boschetti di querce.

Nelle poche pagine pugliesi l’occhio di Gustave Flaubert colse anche le fumose lanterne appese al muro dell’ albergo di Ostuni, la cena a base di arance insalata e capperi, la tappezzeria rossa delle vecchie carrozze trainate da tre cavalli con piume di pavone sulla testa, condotte da un cocchiere con un berretto di seta sotto il cappello bianco.

…e Ostuni non è cambiata

Immagini che ancora oggi, a distanza di tempo, vivendo “la città bianca”, tra i suoi vicoli storici, scopro, tra i dettagli degli edifici. Particolari che non sono stati trasformati dall’uomo negli ultimi cent’anni, conservando le stesse forme che Gustave Flaubert ha visto. Queste forme mi riempiono di gioia, anche se ammorbidite dal tempo e dal sole.

Sono edifici che si disegnano nel cielo azzurro di Puglia, sovrapponendosi senza fine, dove le curve di tufo scolpito della cattedrale affiancano la cupola di formelle ceramiche policrome. Le mensole curve ritagliate in sagome sostengono aggetti di tufo che si alternano a bassorilievi  di Putti affioranti dai prospetti di calce bianca, viva e fresca, rinnovata ogni anno da oltre cent’anni.

“La seduta, scavata nella roccia laterale della cattedrale, Gustave Flaubert l’ha probabilmente vista e, come ho fatto anch’io, si è seduto, riposandosi su quei massi informi e duri”

La seduta, scavata nella roccia laterale della cattedrale, Gustave Flaubert l’ha probabilmente vista e, come ho fatto anch’io, si è seduto, riposandosi su quei massi informi e duri i quali, dopo la ripida salita, risultano morbidi, offrendo per un attimo, riposo fisico.

Immaginare che questi luoghi sono stati guardati, visti, assorbiti dagli occhi dello scrittore e trascritti nei suoi diari d’appunti, anni prima di Madame Bovary, danno una luce in più all’architettura e al paesaggio di Ostuni antica che ha conservato la sua architettura, curata gelosamente dai suoi abitanti e dalle aggressioni del presente.

Ostuni oggi, una gestione illuminata

La pubblica amministrazione, sinora, è riuscita a conservare un’identità storica, sviluppando contestualmente la città nuova costruita velocemente a valle, verso sud, negli ultimi decenni. Ma Ostuni, la sua città storica, resiste nei selciati delle pietre, nei tufi scolpiti e sagomati, nelle porte enfatizzate da bassorilievi, negli architravi bassi; edifici abitati da una popolazione che ha saputo apprezzare tutti i segni di un passato, consapevole d’abitare nella storia dell’architettura e nel paesaggio di Puglia.

ostuni
Ostuni, Putti su prospetto della Cattedrale

Per migliaia di anni, filosofi, artisti, scrittori, poeti e architetti hanno discusso del “bisogno della bellezza” nella vita dell’uomo ossia, dei valori estetici delle cose, degli oggetti e degli edifici con i quali viviamo; gli studi hanno confermato che “complesso sistema funzionale dell’uomo” ha bisogno di edifici e oggetti non solo “strettamente utilitaristici e funzionali”, perché il piacere visivo e l’equilibrio formale, producono la gradevole “armonia” di proporzioni che rileviamo nel mondo dell’architettura e che corrisponde alla nostra “immagine eidetica”, ossia alla necessità psicologica percepita attraverso la vista, e l’uomo ha bisogno di questo arricchimento “estetico” e “associativo” per la sua vita biologica e intellettuale.

(Le foto sono di Domenico Tangaro)

Bibliografia Essenziale:

Gustave Flaubert, L’educazione sentimentale, Garzanti, Milano, 2005.

Gustave Flaubert, Madame Bovary, Giunti, Firenze, 2012.

Gustave Flaubert, Viaggio in Egitto, Ibis, Como, 2007.

 

 

 

 

 

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