Input your search keywords and press Enter.

Orti urbani orti di pace

Lavorare la terra, seminare l’orto, raccogliere i frutti, riconoscere le piante spontanee, costituiscono semplici e centenari gesti che la civiltà contadina ha custodito e tramandato per generazioni.

In poco tempo, però, questa cultura e questo prezioso sapere sono stata spazzati via dalla cultura industriale del “tutto pronto”. Coltivare verdure e frutti per sé e per la propria famiglia tutto d’un tratto è diventato out. In una società che corre non è concepibile perdere tempo a coltivare della verdura: molto più semplice comprarla già selezionata, tagliata e pulita, non ha importanza se mangiamo l’equivalente nutrizionale della paglia e produciamo una montagna di rifiuti.

<p> arrivano le zucchine nell'orto urbano al quartiere Japigia di Bari</p>

arrivano le zucchine nell'orto urbano al quartiere Japigia di Bari

Per fortuna non tutto è irreversibile e irreparabile.

Nei comuni dell’area barese il seme dell’agricoltura urbana sembra crescere e il concetto di orto urbano inizia a farsi strada anche da queste parti. Ad esempio, in uno dei progetti finalisti del concorso di riqualificazione dell’area costiera del quartiere di Fesca – San Girolamo, fascia di terra nel nord barese compresa tra la foce della Lama Balice e quella della Lamasinata, si trova la proposta di inserire, tra gli altri elementi di valorizzazione del paesaggio, anche una serie di orti urbani.

<p>una veduta dell'orto urbano al quartiere Japigia- Bari</p>

una veduta dell'orto urbano al quartiere Japigia- Bari

La proposta di rivalutazione dell’area costiera, infatti, vede gli orti urbani come elemento per rendere meno brusco il passaggio da area urbana ad area agricola e per portare un po’ di verde nelle zone periferiche.

Anche nei comuni limitrofi al capoluogo pugliese da qualche tempo sta crescendo l’interesse verso gli orti urbani. Ad esempio a Monopoli, all’interno di Biolfish 2009, si è tenuto il workshop“Agricoltura e città – Agricivismo, agricoltura urbana, agricoltura sociale e turismo rurale: come l’agricoltura può aiutare a vivere meglio; mentre il Gruppo di Azione Locale Sud Est Barese ha partecipato nel marzo 2009 al Convegno nazionale degli Orti di Pace a Cesena con l’obiettivo di diffondere gli orti urbani nel proprio territorio, nelle scuole, nelle carceri, nelle case di cura, nelle chiese, in modo che paesaggio e cittadini possano trarne benefici vantaggi. Ma finora l’unica esperienza di orto urbano è quella realizzata nel quartiere barese di Japigia, tra il centro commerciale Ipercoop e la chiesa di San Marco. È stato piantato qui il primo orto sociale urbano per volontà della parrocchia San Marco, delle Cooperative Ecopolis e In Puglia, la Masseria dei Monelli e un gruppo di produttori di aziende biologiche i quali parlano di «un’alternativa in piccola scala alla grande agricoltura intensiva, dove si promuove l’auto-produzione con l’utilizzo di metodi che rispettano la natura». Si tratta di un progetto di coltivazione chiamato Ortocircuito, una realtà che coinvolge un gruppo di persone che cercano in città un rifugio a misura d’uomo, con l’obiettivo di valorizzare le specie autoctone, il consumo di frutta e verdura di stagione e il recupero di prodotti tipici a rischio di estinzione. E dall’inaugurazione dell’orto lo scorso 25 aprile, è cresciuta in modo esponenziale la partecipazione di nonni, adulti e bambini vogliosi di scoprire la natura e i valori della tradizione, primo passo di un’aggregazione in cui si semina, si zappae perché no?, si mangia tutti insieme.

<p>La raccolta</p>

La raccolta

<p> i primi raccolti</p>

i primi raccolti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli orti urbani, come quello di Japigia, non sono solo semplici terreni coltivati, ma rappresentano strumenti di integrazione, luoghi di incontro e di scambio di esperienze e aiutano a vivere in maniera più sostenibile l’ambiente cittadino. Qui sono anche previsti brevi corsi di apprendimento per chi si cimenta per la prima volta con l’arte della semina e del raccolto e in futuro si prevede anche il coinvolgimento delle scuole e del vicino centro di salute mentale per dare la possibilità ad alunni e degenti di apprendere il vero miracolo della natura.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *