Oria, NOE e Carabinieri Forestali scoperta gestione illeciti di scarti animali

Sono 3 le società coinvolte tra Puglia, Lazio e Campaniae 14 gli indagati. Il sangue raccolto dai mattatoi veniva versato nei terreni e in un pozzo artesiano

Il NOE e Carabinieri Forestali di Lecce, insieme ai colleghi di Brindisi, Lecce, Latina, Roma e Napoli, hanno eseguito 7 provvedimenti cautelari personali e 9 provvedimenti cautelari reali a carico di imprenditori sospettati di associazione a delinquere, attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti e gestione illecita di rifiuti.

I provvedimenti, disposti dal GIP presso il Tribunale di Lecce, su richiesta della locale Procura – Direzione Distrettuale Antimafia che ha coordinato le indagini, hanno riguardato 3 società, una pugliese, una campana e una laziale, un 1 opificio industriale, una villa, 6 automezzi e una cisterna.

L’indagine, denominata “Sangue Amaro”, è iniziata verso fine ottobre 2018, dopo un controllo di un impianto di magazzinaggio di sottoprodotti di origine animale che ha sede ad Oria, in provincia di Brindisi, che si occupa di recupero e smaltimento di scarti di origine animale (SOA).

Gli inquirenti hanno accertato che gli indagati raccoglievano da numerosi mattatoi pugliesi ingenti quantitativi di liquido ematico, redigevano falsi documenti di trasporto che attestavano il conferimento presso impianti autorizzati al trattamento, ma li smaltivano nel terreno e in un pozzo artesiano di uno degli indagati, situato in una villa privata di Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi. Il sistema collaudato aveva diramazioni anche fuori dal territorio pugliese, con il concorso di 2 aziende operanti in Campania: una a Caivano, in provincia di Napoli, e una nel Lazio, a Latina. Sono invece numerosi gli indagati per reiterate condotte illecite per la compilazione e ricezione di formulari di identificazione dei rifiuti contenenti dichiarazioni non veritiere, l’occultamento e la distruzione di rilevanti quantità di rifiuti.

Un notevole danno ambientale e sanitario reiterato dagli indagati che è stato sottolineato anche dal GIP. Al termine delle indagini, sono state segnalate le posizioni di 14 persone direttamente riconducibili alla gestione illecita di diverse società operanti nel settore della gestione dei rifiuti di varie province d’Italia. Inoltre, sono stati sequestrati beni per un valore di circa 3 milioni di euro e 300mila euro che corrispondono all’illecito profitto derivante dal non conforme smaltimento del liquido ematico.

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