Ora legale come jet lag, ma i disturbi restano

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Da domenica, lancette avanti di un’ora. Dormiremo un’ora in meno ma avremo un’ora di luce in più. Forse per l’ultima volta

Come ogni anno, a fine marzo ritorna l’ora legale. Adottata definitivamente con la legge 503 del 1965, anche se la prima volta è stata attivata nel lontano 1916, l’ora legale serve sostanzialmente a far risparmiare energia, sfruttando la maggiore irradiazione solare durante il periodo estivo. Il 31 ottobre si ritornerà all’ora solare.

Ma l’ora legale non è utilizzata da tutti i Paesi del mondo. Ci sono alcuni che non l’hanno mai usata, altri che l’hanno usata in passato.

La direttiva europea

L’Unione europea con la direttiva 2000/84CE e la direttiva provvisoria del 26 marzo 2019 ha approvato una proposta di abolizione di cambio dell’ora, che sarà valutata e approvata, salvo rinvio, quest’anno in Consiglio europeo. Solo allora sarà recepita da tutti gli Stati membri.

Nel 2018 è stata avviata una consultazione pubblica dove 84% dei voti era per l’abolizione. Nel corso della ricerca è stato chiesto se mantenere l’ora legale per tutto l’anno, se avere solo l’ora solare, oppure sceglier un’ora intermedia.

Il benessere psicofisico

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È in atto un lungo dibattito perché alcuni dati confermano che questo cambio può comportare gravi sconvolgimenti ai bioritmi umani. Il cambio d’ora ha conseguenze sul benessere psicofisico di adulti e bambini: piccoli malesseri transitori, difficoltà ad addormentarsi, insonnia, sintomi simili al piccoli jet lag, inappetenza, ma anche depressione, emicrania, difficoltà di concentrazione e stanchezza soprattutto quando si ritorna all’ora solare. Tutto ciò in alcune persone può durare anche qualche giorno. Probabilmente dipende dal fatto che, pur essendo nello stesso posto, il corpo ha un ritmo mentre la mente ne ha un altro.

Lavoro e latitudine

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Questo cambio crea scompensi e disagi ad alcune categorie lavorative, in primis al mondo agricolo, dove gli animali seguono ovviamente i ritmi naturali e il lavoro nelle fattorie inizia sempre molto presto, anche prima dell’alba. Inoltre, la difformità di orario tra una nazione ed un’altra rende difficile la gestione del mercato interno e la circolazione delle merci, soprattutto se si cambia fuso orario. Le difficoltà maggiori forse sono legate alle latitudini. Dai Paesi del Nord all’Italia, l’irradiazione solare varia; per cui, i benefici dell’ora legale non sarebbero tutti uguali e in alcuni casi sarebbero negativi. L’UE sta anche valutando l’impatto sulla salute: ci sono studi che hanno evidenziato l’aumento di infarti e incidenti sul lavoro il giorno dopo il cambio dell’ora.

Per queste ragioni, alcuni Stati europei hanno abolito, come Francia, Germania, Finlandia, Lituania, Svezia ed Estonia, o stanno per abolire il cambio dell’ora. Qualcuno ha deciso di modificare le ore lavorative, ottenendo gli stessi benefici dell’ora legale.

Farmaci e rimedi “naturali”

Ci sono farmaci per alleviare gli scompensi, ma sono utili anche piccole accortezze per mantenere i bioritmi costanti. Sicuramente l’alimentazione, soprattutto quella serale, è importante: pasti leggeri, proteine vegetali e carboidrati complessi. Niente sostanze stimolanti come caffeina, alcool ed energy drink.

Aiuta molto andare a dormire e svegliarsi alle stesse ore, anche nel fine settimana, e abolire i dispositivi elettronici almeno 2 ore prima di coricarsi.

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Come rituale serale, in molti casi il bagno o una doccia rilassante favoriscono il sonno. D’inverno, con acqua calda, d’estate, con acqua tiepida o fresca. Va bene anche il pediluvio.

Per i bambini, oltre ai rituali costanti, come bagnetto e favola, bisogna creare un ambiente adeguato senza rumori e stimoli esterni. Il sonno può variare in base all’età, ma in media devono dormire 12 ore. La melatonina e gli estratti naturali possono favorire il riposo.

Il 2021 potrebbe essere l’ultimo anno per l’ora legale. Lo deciderà l’Europa. L’Italia è contraria, ma dovrà adeguarsi.

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