Opere pubbliche, dalla Puglia ci aspettiamo di più

Un futuro di qualità per le opere pubbliche potrebbe venire anche in Puglia con l’istituzione del fondo di rotazione per la progettazione. Alcune regioni lo hanno avviato

Sembra possa partire una nuova stagione per le opere pubbliche, ma si spera che non avvenga con le stesse caratteristiche di prima e con gli stessi modi di operare.

L’intero processo di progettazione e realizzazione dei lavori è  stato, infatti, mal gestito, salvo poi lamentarsi della qualità delle opere, sia sotto il profilo funzionale che estetico, oltre che sotto quello strutturale. Ci si lamenta anche del mondo delle professioni, ritenuto incapace di guardare alla qualità. In tanti sanno però che molte opere pubbliche sono falsamente o per niente progettate: ciò viene nascosto e/o si fa finta di non saperlo, anche se spesso è evidente la mancanza dei principi fondamentali della progettazione di qualità. Se venissero condotte verifiche serie ben oltre il 50% dei progetti non le supererebbero.

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il 17 novembre si chiude la richiesta di accesso a risorse statali  (100 mln di euro) per finanziare le progettazioni di opere pubbliche a difesa contro i dissesti idrogeologici ed idraulici

Se poi la progettazione, da sempre al centro delle polemiche ed attenzioni, fa spesso acqua da tutte le parti, ciò accade per vari motivi, ma soprattutto perché mancano i soldi per pagarla. In questo periodo sta accadendo per le progettazioni delle opere contro il dissesto idrogeologico o per le scuole, due dei settori strategici e su cui si punta l’attenzione dei media: mancano i soldi per conferire gli incarichi per la redazione dei progetti; la finanza pubblica è ingessata; c’è da fare favori a determinate categorie di professionisti – da quelli impegnati in politica come portaborse e raccoglitori di voti, a quelli impegnati a sbarcare il lunario e pronti ad accettare condizioni miserrime che mai avrebbero accettato in assenza di crisi e che negli altri paesi europei vengono gestite diversamente. I progetti allora vengono “confezionati” con i tasti “copia-incolla”, copiati da altri, raffazzonati, solo per creare le carte necessarie ad avviare quella complessa procedura tecnico-amministrativa che conduce al finanziamento di un’opera pubblica. Esiste sempre meno il momento tecnico: così non può nascere un progetto ma solo un insieme di carte che nessuno valuta perché le risorse vengono assegnate per altri motivi; tanto, chi controlla….

Occorre allora, per generare una nuova qualità della progettazione, sostenerla economicamente. Segnali positivi si cominciano a vedere: il Fondo di rotazione per la progettazione è già operativo in alcune regioni, mentre in Puglia dovrebbe esserlo tra poco, visto che si sostiene fosse inizialmente inserito nel Patto per la Puglia (siglato tra Renzi ed Emiliano) e, per i piccoli comuni, nella proposta di legge regionale a favore di questi. A livello statale risulta finanziata e sta per chiudersi il prossimo 17 novembre la richiesta di accesso a risorse statali (ben 100 milioni di euro) per il finanziamento delle progettazioni per la difesa contro i dissesti idrogeologici ed idraulici: pare si stia aprendo un’era nuova e va dato atto positivamente di quanto si va delineando. 100 milioni servono a finanziare ben 1000 progetti dal costo di 100 mila euro ciascuno ed in grado di consentire progettazioni esecutive e di qualità per una valanga di risorse. Bastano pochi calcoli: visto che per 100mila euro sono in genere associate risorse complessive per lavori di 1 milione di euro, a 100 milioni di importi per la progettazione, corrisponde ben oltre 1 miliardo di euro di finanziamenti per le opere.

È una nuova filosofia di operare, raccolta ed avviata brillantemente anche in alcune regioni, tra cui il Friuli Venezia Giulia e la Campania. Il fondo di rotazione per la progettazione non è più rinviabile e si allinea alle necessità imposte dal nuovo Codice degli Appalti, che richiama la centralità della progettazione a garanzia della qualità del progetto stesso. In Campania, in mancanza di risorse agli Enti Locali, sono stati resi disponibili ben 40 milioni di Euro di risorse comunitarie per sostenere la redazione dei progetti; risorse che però vanno restituite alla Regione dopo che gli interventi sono stati finanziati e che costituiscono, appunto, il fondo di rotazione destinato ad autoalimentarsi: soldi che ruotano e che creano ricchezza. Dovendoli restituire i comuni dovranno guardare, però, alla qualità: se il progetto non vale non si raggiunge il finanziamento e i soldi vanno restituiti. Interessanti i criteri di valutazione degli interventi: questi vanno dall’impatto sull’ambiente alla ricaduta sul territorio, al cofinanziamento da parte degli Enti. Ovviamente non saranno finanziate progettazioni inutili, ma solo quelle in linea con le strategie di sviluppo previste nei fondi comunitari 2014-2020 e pertanto saranno finanziati interventi per la mobilità sostenibile, il dissesto idrogeologico, la promozione e sviluppo del patrimonio culturale, la riqualificazione dei siti dismessi o l’efficientamento energetico, solo per citarne alcuni.

Si intravvede un futuro diverso anche per le professioni, attualmente impegnate a lavorare gratis per “donare” progetti agi Enti che non possono sostenere i costi di progettazione, con la conseguenza che viene abbassata la qualità ed alimentato un percorso di distruzione del tessuto professionale che invece deve essere uno degli strumenti di ricostruzione del paese. Ora, prima della scadenza dei termini di utilizzo delle risorse comunitarie 2014-2020, si attende il fondo di rotazione per la progettazione anche per la Puglia.

 

 

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