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Operazione “D’Artagnan”: truffa ai danni dello Stato e reati ambientali

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Scoperta una maxi truffa da 150 milioni di euro legata alla costruzione del nuovo porto commerciale di Molfetta (BA). L’opera, appaltata nel 2007 doveva essere consegnata nel 2012 ma non è mai stata realizzata. Gli interessati avrebbero taciuto sul fatto che i fondali sono disseminati di ordigni bellici risalenti alla Seconda Guerra Mondiale che hanno reso e rendono impraticabile l’esecuzione dei lavori di bonifica. In effetti, il Comune di Molfetta sin dal 2004 aveva affidato a una ditta specializzata il compito di scandagliare i fondali, poi interrotto a distanza di un anno proprio a causa della enorme concentrazione degli ordigni bellici presenti. Quanto ipotizzato nell’inchiesta, non ha dissuaso i contraenti dall’attivare la citata gara d’appalto né, soprattutto, l’esecuzione dei lavori portuali.

L’operazione denominata “D’Artagnan”, condotta dai finanzieri del nucleo di Polizia Tributaria di Bari e dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato, su disposizione della Procura della Repubblica di Trani, ha portato all’arresto dell’ex dirigente comunale Vincenzo Balducci e del direttore di cantiere Giorgio Calderoni, posto ai domiciliari. Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato, abuso d’ufficio, frode in pubbliche forniture, attentato alla sicurezza dei trasporti marittimi e reati ambientali. Tra funzionari comunali, ex amministratori e politici,  sono circa sessanta in tutto gli indagati e tra loro anche il senatore del Pdl Antonio Azzollini, presidente della commissione bilancio di palazzo Madama, ex sindaco di Molfetta. Sequestrata l’area destinata al nuovo porto, per un valore di 42milioni di euro circa e la residua somma di finanziamento pubblico di 33milioni di euro, non ancora utilizzata dall’Amministrazione molfettese.

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L’inchiesta è stata avviata in seguito a una segnalazione dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture di Roma diretta alla Procura della Repubblica di Trani in merito a presunte irregolarità relative all’appalto d’opera con cui sono state ipotizzate alcune limitazioni della concorrenza nel bando di gara predisposto dal Comune del centro marinaro.

Le indagini hanno rilevato come un ingente fiume di denaro pubblico sia stato veicolato a favore del Comune di Molfetta per la realizzazione della diga foranea e del nuovo porto commerciale, grazie ad una serie di atti illegittimi ed illeciti, di interferenze amministrative e di condotte fraudolente che hanno provocato l’esborso complessivo di circa di 83milioni di euro (a fronte di un valore totale dell’opera, quantificato in 72milioni di euro e a fronte, invece, di un impegno finanziario complessivo, sin’ora preso, pari a 147milioni di euro); senza che l’opera sia stata mai realizzata e senza speranza che i lavori potessero essere mai portati a termine, considerata la presenza massiccia di ordigni residuati bellici nei fondali marini oggetto dei lavori.

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“In pratica, l’incondizionata disponibilità finanziaria pervenuta, fin dal 2001, in capo al Comune – è scritto nel comunicato – si è tradotta in una sorta di gestione del potere pubblico-finanziario nel consapevole e illegittimo utilizzo dei fondi pubblici (destinati per legge esclusivamente ai lavori di prosecuzione e ampliamento della diga foranea e del porto), appostandoli in bilancio in modo da far apparire il pareggio dello stesso, il formale adempimento del patto di stabilità e quindi la stessa sopravvivenza finanziaria del comune di Molfetta, evitando il rischio default”.

Tra i reati contestati, anche una serie di illeciti ambientali e paesaggistici; infatti è stata realizzata una discarica abusiva, cosiddetta “cassa di colmata”, all’interno dell’area di cantiere del porto, nella quale sono presenti numerosi ordigni bellici rimossi durante le operazioni di dragaggio del fondale e non smaltiti secondo la normativa vigente e materiali di risulta delle opere di scavo sottomarino in violazione della normativa che regola la gestione dei rifiuti (D. Lgs. n.152/2006), nonché del T.U. dell’edilizia (D.P.R. n.380/2001), del codice del Paesaggio (D. Lgs n.42/2004) e della disciplina speciale in tema di bonifica da ordigni bellici.

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